Ancora fuori casa le famiglie di (Limpidi di) Acquaro

 

Calabria Ora del 4 Novembre 2010

È una ribalta, quella capitata alle poche centinaia di anime della frazione di Limpidi di Acquaro, di cui gli stessi avrebbero fatto volentieri a meno. E durerà ancora. Si, perché, ancora ieri gli evacuati erano tali, ospiti da parenti e amici. E lo saranno per altro tempo ancora, almeno «finché - ha detto il sindaco Giuseppe Barilaro - non sarà rimosso tutto il materiale e non si avrà certezza che il costone, che minaccia le loro case, si sarà stabilizzato».

Un giorno, due, una settimana. Non si sa. Gli abitanti ricevono conforto e supporto dai carabinieri di Arena guidati dal maresciallo Emanuele Stelluti, dai ragazzi dell'associazione di Prociv Promoarena, e dalle visite del primo cittadino che, col suo vice Saverio Viola ed altri amministratori, si è recato più volte nella frazione per sincerarsi della situazione.
Si tratta di 7 nuclei familiari, 20-30 persone, fuori casa da martedì, con tutti i disagi del caso. E, poi, tra le strutture a rischio, un bar, l'unico del piccolo centro ed unico punto di svago e aggregazione, costretto, per forza maggiore, a rimanere chiuso. Anche se, a quanto dichiarato dalla squadra dei vigili del fuoco che, sino alle 13.30 di ieri, ha ispezionato il teatro della frana, non esisterebbero particolari rischi. Ma ci sono ancora abitazioni invase dal fango e le ruspe hanno lavorato no-stop per tutta la giornata di ieri e lo faranno per altro tempo. E poi è novembre e, come dicono anche le previsioni, è normale che piova e, di questi tempi, quando piove è consuetudine che vengano giù le montagne. Normalmente la gran parte delle frane si è verificata negli stessi punti interessati da movimenti nel 2008. In molti casi, ma non in questo. Tra gli abitanti, infatti, nessuno ricorda che la collina abbia mai dato minacce di cedimento. Segno che, probabilmente, qualche cambiamento, a monte, dev'esserci stato. Tra le strutture danneggiate forse vi è anche il serbatoio mentre, sempre ieri, si è resa necessaria un'ordinanza di demolizione per una casupola di campagna, la quale, costruita in blocchi di cemento, si trova in bilico sulla strada provinciale.
«Un dramma - così ha definito quanto accaduto martedì, don Pasquale Rosano, parroco di Arena originario di Limpidi - vissuto dai cittadini con le case invase da fango e acqua ed erano abituati a vedere certe cose solo in televisione. Un inferno di fango che ha creato maggiori disagi alle persone più anziane, restie a lasciare la casa».
Giuseppe Barilaro, dal canto suo, ha sottolineato la solerzia della macchina comunale e provinciale nel ripristinare lo status quo, con le operazioni di ripulitura di strade e case non solo a Limpidi, ma in tutto il territorio comunale, «lavori - ha detto - quasi conclusi e che proseguiranno anche domani (oggi, ndr) e finché non verrà ripulito tutto». E c'è una lamentela che ricorre, ed è quella sulla mancata corresponsione, da parte della Regione, dei fondi necessari agli interventi di urgenza. Lo aveva detto martedì Alfonso Marasco, tecnico provinciale che aveva dichiarato: «queste ditte lavorano senza sapere quando saranno pagate. Ancora c'è chi aspetta di esserlo dal 2008». Lo stesso il pensiero di Giuseppe Barilaro, che ha manifestato l'intenzione, già oggi, di scrivere una missiva di protesta al presidente Scopelliti, accludendo le foto dei danni. Ed intanto tutti sperano che smetta di piovere. Sperano che smetta di fare ciò che, naturalmente, è normale.

Valerio Colaci

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