Nel segno della pace

L'omaggio di Acquaro ai caduti nelle guerre.

Calabria Ora del 5 Novembre 2010


Erano in tanti, ieri ad Acquaro, alla celebrazione del 4 novembre, giornata dei caduti, dell'Unità d'Italia e delle Forze armate. C'erano le istituzioni, amministrative, scolastiche e religiose. I bambini ed i ragazzi delle scuole, dall'asilo all'istituto alberghiero, passando per elementari e medie, che hanno recitato poesie sulla pace, la democrazia, la fratellanza e la libertà. I rappresentanti delle associazioni combattenti e reduci e tanti cittadini.

Ma, idealmente, soprattutto c'erano loro, i giovani caduti per fare l'Italia, che, chiamati uno ad uno all'appello dallo speaker, hanno risposto tutti "presente", attraverso la voce corale dei partecipanti. Una presenza viva, data dall'immortalità dei valori di pace e libertà di cui oggi l'Italia gode grazie al sacrificio delle giovani vite spezzate dall'orrore della guerra. Lo ha sottolineato don Saro Lamari nella benedizione iniziale e lo hanno sottolineato i bambini ed i ragazzi che hanno recitato le poesie, definendoli, tra l'altro, «eroi del passato che non erano nè re, nè imperatori», parlando della pace come «un fiore che sboccia nel deserto», definendo «la patria come una mamma» e cantando, alla fine delle recite, "Il Piave". Sono passati 92 anni da quel 4 novembre del 1918 quando, alle 4 del pomeriggio, le armi finalmente tacquero, sancendo la fine vittoriosa della guerra per l'Italia e la conquista di valori ancor oggi attuali. Ma quanto sangue, quanta fame e disperazione costò quella vittoria! Quante lacrime e dolore quei valori! È per questo che si deve andare fieri di ciò che si è ricevuto e si devono tutelare quei valori. Lo ha messo in risalto il dirigente scolastico Caterina Barilaro che ha evidenziato come «le parole dei bambini - pace, libertà, nazione, patria, popolo - sono grandi e mi hanno toccato il cuore, perché racchiudono l'essenza di un paese. Mi auguro - la chiosa - che l'amministrazione collochi questo monumento in un posto degno della sua importanza, affinchè, passando, si possano guardare quei nomi, pensando a coloro che hanno dato la vita per un mondo ed un'Italia migliori». Di «festa importantissima, tra le giornate simbolo per l'Italia, al di là dell'aspetto celebrativo» ha parlato il sindaco Giuseppe Barilaro che, cogliendo l'occasione per ringraziare la Prefettura per lo sprono che da ogni giorno agli amministratori e per il sostegno nelle operazioni di aiuto alla popolazione di Limpidi colpita dal recente nubifragio, ha ricordato che uno dei primi atti della sua giunta è stato quello che prevede lo spostamento del monumento ai caduti in un angolo della piazza più consono, perché «il monumento è un elemento simbolo di una comunità e le istituzioni hanno il dovere di prendersi cura delle opere e dei luoghi simbolo, e questo rappresenta un ulteriore modo per onorare i tanti giovani caduti». In chiusura, sono tornati protagonisti i bambini che hanno intonato l'inno di Mameli.

Valerio Colaci

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