Mastro Peppino Luzzi, orgoglio di Acquaro

L'amministrazione comunale premia con due targhe l'arte creativa del falegname.

Calabria Ora del 17 Settembre 2010

Che riscuotesse successo non vi era alcun dubbio. Ma, forse, la partecipazione alla mostra dei lavori in legno di mastro Peppino Luzzi, svoltasi nei locali della sala consiliare di Acquaro lo scorso agosto, ha superato le stesse aspettative del falegname, che ha stimato la presenza di migliaia di visitatori, in gran parte documentata dalle firme sul libro degli ospiti, con picchi altissimi nelle serate della festa patronale.

Una bella soddisfazione per l'artigiano il quale, col patrocinio dell'amministrazione comunale, ha organizzato l'esposizione in occasione dei cento anni d'apertura della sua bottega ad opera del padre Vincenzo, interessando anche qualche tv locale. Così, sino ai primi di settembre, ognuno ha ammirato i suoi pregevoli lavori, autentiche opere d'arte riproducenti fedelmente ed in modo funzionale oggetti della società agricola, artigiana e contadina della sua infanzia, dando così vita anche ad una straordinaria opera sociale e culturale di recupero della memoria storica del tempo che fu, altrimenti condannata alla corrosione indelebile del trascorrere del tempo. Dal frantoio, al mulino, dalla carrozza con tanto di cavallo al palco della banda, dalla segheria al telaio. E poi, ancora, i giochi ("piruaci" di ogni dimensione, carici, utilizzati dai bambini di una volta per far fracasso durante le festività pasquali), oggetti sacri (un rosario lungo più di 10 metri) e di uso quotidiano, trappole per catturare i ghiri e tanto altro. Autentici gioielli testimoni di un'epoca che non tornerà e che, grazie al suo ricordo e, successivamente, alle sue mani, rivivono suscitando curiosità nei giovani che non li hanno conosciuti ed un pizzico di malinconia nei più grandi che li avevano dimenticati. Oltre che nella pregevolezza della fattura, sta in questo l'importanza dell'opera di Peppino Luzzi che, ripresi da qualche anno in mano gli attrezzi, sta ridando al paese la sua carta d'identità storica. Sarà per questo che Giuseppe Barilaro, nei giorni scorsi, gli ha donato ben 2 targhette ricordo, una come sindaco «con gratitudine in occasione della mostra espositiva dei suoi lavori che hanno riscosso consensi ed apprezzamenti unanimi», l'altra come presidente del consiglio provinciale, a nome dell'amministrazione di Palazzo ex Enel «con riconoscenza e stima nel centenario di fondazione della sua bottega, per aver saputo continuare con ineguagliabile perizia la nobile tradizione artigiana tramandata da più generazioni». Beh, se le merita! E lui, per ricambiare, nei prossimi mesi donerà al Comune una sua realizzazione, che rimarrà ad imperitura rimembranza. Non sarebbe male, in un futuro speriamo il più lontano possibile, se l'ente s'interessasse alla costituzione di una fondazione atta a conservare tutte le sue opere in un vero e proprio museo fruibile da chiunque lo voglia. Sarebbe un modo per preservare efficacemente la storia di Acquaro.

Valerio Colaci

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