Taranproject, musica che affascina e incanta

Acquaro, la piazza applaude entusiasta Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea.

Calabria Ora del 22 Agosto 2010

E' una piazza generalmente fredda quella di Acquaro. Fredda dal punto di vista climatico per il fatto di essere aperta ed esposta alle correnti di vento. Ma, soprattutto, fredda dal punto di vista della partecipazione e del trasporto agli eventi che su di essa si svolgono. Non è stato così, però, giovedì scorso quando, al concerto di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, 2 tra i più apprezzati esecutori della musica popolare calabrese, in piazza non ballavano solamente la statua del Nettuno e quella del monumento ai caduti.

Ma, si badi, solo perché erano voltate di spalle. Lo stesso vento, che, normalmente, su quello scorcio d'agorà dà fastidio perché è pungente e gelido e penetra nelle ossa, e non permette la riuscita di gran parte degli eventi, giovedì sera ha preso a soffiare al ritmo della taranta, divenendo elemento essenziale a completamento di tutto il contesto fatto di musica, calore e ballo. Perché è una musica, quella di cui stiamo parlando che, sulle note degli strumenti caratteristici della tradizione popolare, come la lira calabrese, l'organetto o il tamburello, frammiste a quelle della chitarra, del sax, della batteria e del basso, entra dai pori, va immediatamente in circolo e produce in chi l'ascolta una strana reazione chimica che va ad intaccare i sensori del movimento, inducendo al moto spontaneo che si concretizza nel ballo e nel divertimento. Le voci, poi, quelle acute e profonde di Mimmo e Cosimo, e quella vibrante della sinuosa ballerina Giovanna Scarfò, anche quelle ti penetrano dentro, dandoti sensazioni che solo provandole riesci a capire cosa siano. Ti rendono partecipe. Elemento di un tutto che, apparentemente disomogeneo, perché composto da elementi provenienti da realtà diverse, in concreto è un unicum omogeneo, perché congiunto da un solo filo conduttore rappresentato dalla cultura meridionale e calabrese. Quella che ti rende fiero di far parte di questa terra. I testi, infine, quelli delle ballate e delle ninne nanne, quelli fatti di parole che narrano di storia, usi, costumi e tradizioni di tempi e luoghi antichi e passati ma che, ciononostante, a volte si ripropongono per un flusso storico sempre uguale a se stesso. I testi ti commuovono perché, sebbene si riferiscano al passato, parlano della tua terra, di te, e riesci a contenerti solo perché, anche l'emozione si congiunge con le altre sensazioni dando vita ad un mix esplosivo. Questo e tanto altro è stato il "Taranproject" voluto dal comitato festa San Rocco. Per una serata che, a detta di molti, è stata una delle più belle mai vissute dal paese.

Valerio Colaci

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