Sgomberate diverse famiglie

Il costone della collina cede e invade una parte del paese di Limpidi.

Il Quotidiano del 3 Novembre 2010

Momenti di paura nella piccola frazione Limpidi, nel comune di Acquaro, dove a causa delle abbondanti piogge un intero costone, a ridosso del centro abitato, è sceso a valle. Erano circa le 14.00 quando alcuni cittadini hanno fatto scattare l'allarme chiamando i Carabinieri della Stazione di Arena che guidati dal maresciallo Emanuele Stelluti sono prontamente giunti sul posto. Sono stati proprio gli uomini dell'Arma a mettere in salvo le prime famiglie e ad allertare tutti i soccorsi necessari.

Un fiume di fango che lentamente è sceso a valle sotto gli occhi attoniti di diversi cittadini che erano usciti dalle proprie case al grido d'allarme delle sirene che giungevano in paese. Mai potevano immaginare uno spettacolo del genere: in pochi minuti il piccolo centro è stato invaso da pietre e fango che hanno sepolto anche alcune vetture parcheggiate lungo la strada provinciale. Oltre ai carabinieri di Arena sono giunti sul posto anche quelli della Compagnia di Serra San Bruno, i Vigili del Fuoco, i volontari della Protezione Civile e del locale gruppo di Croce Rossa che hanno subito evacuato decine di famiglie le cui abitazioni risultavano essere nella zona di pericolo. Anche il sindaco Giuseppe Barilaro nonché il suo vice Saverio Felice Viola sono subito accorsi sul luogo del disastro e da lì hanno attivato la macchina organizzativa dei soccorsi con a capo la Prefettura di Vibo Valentia. Presente nella piccola frazione anche l'ing. Daraio, vice comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato che sta effettuando una ricognizione dei danni causati dal maltempo in tutta la provincia di Vibo. Ma la frana che ha interessato la piccola frazione (che conta poco più di duecento abitanti) in un certo senso è stata più volte annunciata. «E' da dieci anni che segnaliamo lo stato di pericolo che vige sul centro abitato» ha dichiarato alquanto indignato Pietro De Lorenzo la cui abitazione lo scorso anno è stata invasa da un altro cedimento franoso. «Non è possibile che ogni volta che le piogge cadono abbondanti la popolazione deve stare col terrore di essere sotterrata dalla montagna». Pertanto prima che questi continui cedimenti potrebbero degenerare in una tragedia «annunciata» si spera che i vari sopralluoghi che si sono susseguiti possano tramutarsi in interventi concreti per la risoluzione definitiva del problema.

Giuseppe Parrucci

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