Un racconto fatto con i colori

Acquaro, inaugurata la mostra di Giuseppe Galati.

Calabria Ora del 19 Agosto 2010

È stata inaugurata nel pomeriggio di lunedì scorso la personale di pittura di Giuseppe Galati, mostra che, patrocinata dall'amministrazione guidata da Giuseppe Barilaro, presente al taglio del nastro, rimarrà aperta nella scuola elementare di Acquaro sino al 23 agosto. Ad essere esposte, oltre ad alcune opere ispirate all'astrattismo e ad alcune sculture, 36 tele incentrate su 4 temi principali (religione, lavoro contadino, natura morta e paesaggi) le quali, dipinte da Galati nell'ultimo periodo, rappresentano il ritorno all'opera dell'artista dopo circa un ventennio di inattività.

All'inaugurazione erano presenti varie personalità, tra cui, il collega artista dasaese Mike Arruzza, il ritrattista Pietro Corrado, l'onorevole Brunello Censore, il sindacalista Raffaele Mammoliti ed il critico d'arte Franco Luzza, che hanno dimostrato di apprezzare le pregevoli tele, tra cui è esposta, fuori catalogo, anche un'opera dall'alto significato allegorico per la storia politica di Acquaro. Ad essere raffigurata, una manifestazione svoltasi nel lontano 1984 in piazza ad opera di numerosi cittadini della frazione Piani che, per la prima e forse unica volta così platealmente, protestavano per le disumane condizioni in cui erano stati abbandonati, senza i benché minimi servisi, dalla politica locale. Alla manifestazione, raffigurato a fare un comizio su un furgoncino, partecipò l'onorevole Quirino Ledda, allora vicepresidente del consiglio regionale. A campeggiare nella tela, uno striscione immaginato dall'autore con l'emblematica dicitura «Piani, il nostro terzo mondo». Un messaggio che Galati vuole rimanga ben impresso nelle menti, al punto da dare l'annuncio a Giuseppe Barilaro di voler regalare il quadro al Comune. Oltre a questo, come detto, altre 36 opere che il critico Franco Luzza ha voluto commentare in modo positivo. «Ammirabili - le sue parole - gli scorci del paese, realizzati con un taglio profondo, da cui trasuda l'attività vissuta del borgo antico. La tematica naturalistica, poi, oltre a spaziare nell'orizzonte localistico, assume contenuti inneggianti al realismo contemporaneo. Quanto ai primi piani raffigurati - la sua chiusura - sono realizzati dall'autore con una tecnica che si contestualizza con quella dei colori pastello e si presentano morbidi e delicati, trasmettendo una dolcezza immediata che disarma il visitatore». Una pittura, quella di Galati che, come lui stesso dice «nasce dai contenuti reali e dalle sensazioni che da essi scaturiscono, manifestandosi con interpretazioni realistiche che talvolta vanno oltre, verso un espressionismo astratto, per poter più liberamente esplorare il potenziale espressivo del segno e del colore e dare visibilità ad impulsi estemporanei o meditazioni inquietanti che si agitano in forme dinamiche alla ricerca di appagamento». La curiosità degli amanti dell'arte, dovrebbe, a questo punto, essere stata stuzzicata al punto giusto. Non resta che visitare la mostra.

Valerio Colaci

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