Acquaro e il suo santo patrono tra culto e tradizione

La figura di San Rocco nella monografia ricca di aneddoti e notizie di Ferdinando Ierardo.

Calabria Ora del 18 Agosto 2010

«Ai cittadini acquaresi che, negli anni, si sono prodigati per organizzare la festa di San Rocco». È la dedica della nuova fatica letteraria di Ferdinando Ierardo che, dopo la pubblicazione, lo scorso anno insieme al fotografo Rocco Citino, del libro fotografico "Acquaro, memoria storica attraverso l'immagine", si cimenta nuovamente nella scrittura di un testo dal tema di grande interesse popolare, proponendo una monografia incentrata sulla figura di San Rocco, patrono di Acquaro.

Un'opera, stampata da Paprint, che mancava «e che - dice l'autore nella prefazione - contribuirà a farne conoscere in modo più completo la storia, il culto e l'espandersi della devozione». Lo scritto, nell'intento di Ierardo, mira altresì a «rinsaldare i vincoli degli acquaresi residenti con coloro che, costretti ad emigrare, conservano nell'animo un amore filiale non solo verso il paese, ma anche verso il nostro santo protettore». Ha colto nel segno Nando Ierardo, andando a toccare quelli che, oltre agli affetti familiari, sono i 2 elementi che ogni aquarese, ovunque egli sia, ha portato con sé nella valigia del cuore. Si pensi che, ad esempio, a Melbourne ogni anno lo si festeggia con la stessa devozione con cui lo si fa al paese d'origine. Frutto di un lungo lavoro di ricerca, il libro si presenta ricco di notizie, aneddoti, curiosità, devozione, folclore e quanto più si voglia sul santo più venerato del meridione d'Italia. Partendo, dunque, da una breve storia sul paese di Acquaro, Ierardo entra nel vivo del discorso, concentrandosi sulla vita del taumaturgo appestato "pellegrino di Dio", inserito come santo nel "martirologio romano" nel 1584 da papa Gregorio XIII. Seguono, poi, sezioni dedicate alla cittadina gallica di Montpellier che gli diede i natali tra il 1345 ed il 1350, alla simbologia iconografica in generale ed alla statua di Acquaro, la cui prima versione viene fatta risalire dall'autore alla scuola napoletana o pugliese del primo '600. Interessante l'aneddoto secondo cui, in passato, durante una competizione elettorale, l'immagine del santo venne scelta a simbolo di una lista. Non è specificato, però, se questa vinse. Ma l'opera, ricca di foto legate a Rocco di Montpellier ed alla festa di Acquaro, con tutto il suo carico di tradizioni, mira ad essere quanto più possibile esaustiva e comprende anche parti dedicate a 2 inseparabili "amici" del Santo: la peste che lo colse e da cui guarì miracolosamente ed il cane di nome "Reste" che lo salvò dalla fame. E non è tutto. Infatti, lo scritto procede parlando del culto, degli agiografi e delle fonti, delle origini delle feste parrocchiali e delle particolarità della festa di Acquaro. Ed ancora, la vestizione dei bambini, le immancabili, sempre prestigiose, bande musicali, il rito liturgico e San Rocco nell'arte. Non manca niente, in un'opera che, tutti gli acquaresi, avendo nel cuore, ovunque essi siano, San Rocco, non possono mancare di avere nella propria libreria.

Valerio Colaci

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