Quando il robot impara a parlare

L'esperienza di Francesca Stramandinoli all'Università inglese di Playmouth.

Calabria Ora del 23 Luglio 2010

Francesca Stramandinoli, non ancora trentenne, acquarese purosangue ed una brillante carriera universitaria alle spalle, con una specializzazione in Ingegneria dell'automazione. Fresca di laurea si "imbarca" per l'Inghilterra, per approdare al Dipartimento di robotica dell'Università di Plymouth, dove partecipa al programma "Robot-DoC", un network europeo di ricerca, «che mira a realizzare robot umanoidi cognitivi, capaci di riprodurre i processi dell'apprendimento umano».

Una partecipazione che le fa guadagnare un articolo sull'inserto "Nova24" del Sole24ore. Ed è proprio all'inserto del quotidiano economico che Francesca Stramandinoli spiega il suo compito. Quello, cioè, di «insegnare al robot parole astratte: verbi e nomi come felicità, libertà, democrazia», usando «la piattaforma "iCub", un robottino che simula un bambino di tre anni e mezzo». Perchè, spiega al cronista del quotidiano economico, «a quest'età si sviluppano tutti i principali processi mentali e dell'apprendimento. Lavorando con psicologi e neuroscienziati, noi tentiamo di simulare questi meccanismi secondo l'approccio connessionista, che si basa sulla creazione di link tra etichette verbali e stimoli senso-motori. Una bella sfida visto che ci sono stati risultali positivi nel fare imparare ai robot parole e azioni concrete, ma quello delle parole astratte è un campo ancora da esplorare». Una bella esperienza, per una giovane laureata vibonese, la cui partecipazione all'importante programma scientifico testimonia l'eccellente livello formativo presente nelle Università calabresi. Francesca Stramandinoli è orgogliosa di lavorare a questo progetto; è soddisfatta anche dell'accoglienza ricevuta in Inghilterra e della stima che si è guadagnata dai colleghi. E' soddisfatta, però il suo sogno è quello di riuscire, un giorno, a mettere il suo bagaglio di esperienze al servizio della Calabria, della sua terra. Quanto la si contatta, in una conversazione fatta solo di tanti sms, non esita a confessare il suo desiderio di «poter lavorare nelle università calabresi». Intanto, lontano dalla sua gente e dagli amici di un tempo, vive fino in fondo questa esaltante esperienza, che la ricompensa delle tante ore passate sui libri, orgogliosa del fatto che ora il suo nome è legato a quello dei tanti giovani brillanti calabresi, apprezzati all'estero. Per ora...


Salvatore Berlingieri

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