Benoit Manno potrebbe boxare ad Acquaro

De Nisi e Barilaro vagliano tutte le possibilità.

Calabria Ora del 31 Maggio 2010

Sei incontri vinti consecutivamente da professionista per 54 punti ed il quinto posto nella classifica per il titolo leggeri. Sono alcuni numeri di Benoit Manno, il pugile di origini acquaresi che, in attesa del match di luglio (contro l'ungherese Richard Szebelei), è in trasferta nel piccolo centro delle Serre per prendere contatti con autorità e sponsor per l'organizzazione di un incontro ufficiale di boxe ad Acquaro, un sogno che, probabilmente, si realizzerà ad agosto.

«Sin dagli esordi - le sue parole - uno dei miei desideri è di combattere nel paese dove sono nato, ho vissuto e mantengo i contatti con gli amici d'infanzia». Nei giorno scorsi ha incontrato il sindaco Barilaro, il quale ha dato il primo ok stabilendo contatti con il procuratore del boxeur e col presidente della Provincia Francesco De Nisi. Una passione, quella di Manno per la "Noblesse art", nata quasi per gioco quando, a 16 anni, mentre dava calci ad un pallone nella squadra dell'"Ardor", un amico lo convinse a fare allenamenti in palestra. Fu un colpo di fulmine e Benoit si dedicò anima e corpo alla nuova disciplina incoraggiato da Angelo Carlucci, il suo primo maestro, e da Bruno Vottero, attuale allenatore che lo contattò immediatamente, iniziando a forgiarlo con una più affinata tecnica e facendone il campione di oggi. «Incontrandolo prima - confessa - avrei sicuramente fatto le olimpiadi. È un piccolo rammarico che spero di colmare vincendo il titolo italiano. Per ora». Ambizioso, Benoit, ma con i piedi per terra. Ad Acquaro, al suo angolo, accanto all'immancabile fratello Florian «senza il quale - dice - non sarei concentrato al massimo», per la prima volta farà da "cutman" (il medico che presta le prime cure in caso di ferite), Roberta, la sua ragazza, «la quale - dice - non so se sarà pronta ma, di sicuro, ce la metterà tutta». Anche per lei una bella prova. Lo scoglio più grande restano gli sponsor, senza cui la manifestazione non si può realizzare. Per questo, fa appello affinché qualche grande azienda provinciale o regionale faccia da promoter all'evento, contribuendo con poche centinaia di euro. Sarebbe un'occasione, in caso di vincita del titolo, per dare visibilità al marchio aziendale, visto che, divenendo campione, i suoi incontri varcheranno i confini nazionali. «Gli acquaresi - conclude - sono gente che considero la mia gente e combattere davanti a loro sarà un onore. Per la mia regione spero ad ottobre di vincere il titolo, per portare giù con orgoglio la cintura di campione». La Calabria attende con ansia.

Valerio Colaci

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