Muore a Melbourne il noto acquarese "Mister Porchetta"

Tragico incidente per Rocco Pantaleo.

Calabria Ora del 27 Marzo 2010

Ve ne avevamo parlato qualche anno fa, in un articolo apparso su Calabria Ora in cui avevamo raccontato l'affascinante storia di Rocco Pantaleo, "Mister Porchetta, l'acquarese di umili origini, emigrato nel '77 in Australia", dove era divenuto uno dei personaggi più illustri, essendo stato il co-fondatore della catena di ristoranti "La Porchetta", un impero della cucina made in Italy che conta cento locali sparsi per l'Australia, l'Indonesia e la Nuova Zelanda.

Rocco Pantaleo, 53 anni, ieri pomeriggio, mentre si recava con la sua moto al gran premio di Formula uno (aveva al collo il pass per entrarvi), è morto in un tragico incidente stradale, causato da un'auto che non ha rispettato il rosso. «Giorno di gioia – dice in una intervista un suo socio – quello del gran premio di Melbourne per Rocco». Una gioia che, assieme all'altra grande passione, quella per le moto, è risultata, purtroppo, fatale per Pantaleo. La terza passione era per la Lazio, di cui era uno dei tifosi più in vista. Proprio dalla sua squadra del cuore, a gennaio, aveva acquistato all'asta una moto di grossa cilindrata con i colori sociali della società e le firme olografate dei calciatori. E, sempre a gennaio, era saltato agli onori della cronaca locale calabrese per aver deciso di organizzare il matrimonio della figlia a Melbourne in stile folcloristico, con zampogne e strumenti tipici suonati da musicisti arrivati direttamente dalla nostra regione. Nato in una Acquaro degli anni '50, caratterizzata da una agricoltura di sfruttamento della manodopera da parte delle famiglie possidenti, Pantaleo visse un'infanzia difficile di stenti e sofferenze, arrivando anche a rubare ed a rendersi noto alle forze dell'ordine. In tali condizioni, nel '72 decide di emigrare recandosi in Germania, dove scoprì di avere eccellenti doti culinarie. Da qui, si sposta per lavorare, prima a Crotone e poi a Torino, tutte città dove, realizzandosi col lavoro, scopre la lealtà della vita, quella che non aveva mai trovato nel suo paese, dove le famiglie venivano mandate avanti con il lavoro in campagna alle dipendenze delle famiglie più abbienti, con un sistema di pagamento in natura, dando agli operai il quinto o quarto del raccolto. Nel '77, alla morte del padre, appena ventunenne, assieme alla madre decide di raggiungere la terra dei canguri, per ricongiungersi con la sorella e riunire, così, la famiglia. È qui, a Melbourne, che, circa 10 anni dopo, nel 1985, insieme ad un socio, Felice Nania, decide di acquistare una pizzeria che, con sacrificio e lavoro sodo (16 ore al giorno), riesce a rilanciare. Fu la prima "Porchetta". Dal '90, quando inizia a vendere il marchio in franchising, il boom. Sino ad arrivare agli attuali 100 locali che danno lavoro a 50mila lavoratori. Nella sua vita, anche qualche fatto spiacevole, quello di cui si rese responsabile nel 1997, quando, in uno dei suoi locali, sparò ad un uomo uccidendolo, reato per il quale venne successivamente assolto da responsabilità penali in quanto, aggredito, aveva sparato per legittima difesa. In passato era stato nominato cavaliere del lavoro e rappresentava il punto di riferimento di tanti italiani che si recavano in Australia in cerca di fortuna. Lascia la moglie e quattro figli. E tanto dolore tra quelli che lo avevano conosciuto.

Valerio Colaci

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