Elezioni, è calma piatta

Due le probabili liste, ma gli acquaresi manifestano indifferenza.

Calabria Ora del 5 Febbraio 2010

È rigido il clima ad Acquaro. E non solo dal punto di vista meteorologico. Infatti, a circa 20 giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle liste che, alle amministrative di fine marzo, si contenderanno la guida del Comune per i prossimi anni (o mesi?!), al di là dei pochi addetti ai lavori, scarso è l'interesse della maggior parte della popolazione che, nelle "ruote", continua a parlare di "calcio".

Dalle poche voci che trapelano sembrano essere 2 i gruppi indirizzati alla costituzione di altrettante squadre, entrambi vicinissimi al centro sinistra ed al Pd. Uno di essi fa capo al presidente del consiglio provinciale Giuseppe Barilaro che, secondo le stesse voci, avrebbe ricevuto varie pressioni dai suoi supporter per candidarsi direttamente alla carica di sindaco. L'altro gruppo, sembra comprenda varie componenti, tra cui alcuni stretti collaboratori del già sindaco Domenico Scarmozzino, come il suo vice Orazio Bonasera ed almeno 2 ex assessori. Entrambi lavorano a 2 progetti alternativi ma, come detto, questo sembra coinvolgere poco l'opinione pubblica, stancata dalle vicissitudini che, nel giro di 6 anni, hanno portato alla caduta prematura di ben 2 amministrazioni, con conseguenti commissariamenti, ed a 3 tornate elettorali per l'elezione del sindaco. Talmente stanca e apatica che, tra i pochi commenti che si odono, quello prevalente è: «Tanto non dura più di 6 mesi». Circostanza che porta più di qualcuno a ritenere che i "preparatori" dovrebbero evitare contraddizioni ed ambiguità di fondo, le quali, come insegna l'esperienza, se esistono, perché si vuole arrivare alla vittoria a tutti i costi (ma cosa si vince poi!?), prima o poi emergono, facendo deflagrare un progetto amministrativo e, con esso, il destino di un intero centro. Tra le voci più originali che abbiamo potuto ascoltare, qualcuno avrebbe auspicato la creazione di una grande tavola rotonda allargata a ampi strati della società civile, in modo da poter individuare le problematiche, le criticità e le esigenze primarie del paese, partendo da queste per elaborare un progetto di lista che possa davvero, al di là delle parole di circostanza, puntare al recupero di Acquaro, in questa particolare fase storica in cui è lacerato da profonde spaccature sociali che lo privano di un qualsiasi centro di gravità attorno a cui ricostruire il tessuto sociale, e, altresì, creare qualche presupposto per arginare la piaga dell'emigrazione, la quale, mai rallentata, negli ultimi tempi ha ripreso vigore più che mai. Questi, e non altri, dovrebbero essere i presupposti da cui muovere nell'elaborare un programma a lungo e benefico respiro. E, per valutare la questione da questa prospettiva, non servirebbero particolari sforzi, essendo sufficiente uno sguardo ai dati che l'Istat periodicamente diffonde e che mostrano ormai un esiguo numero di residenti (2651 anime - dati Istat aggiornati ad agosto 2009). Ma, se questo può sembrare un lavoro troppo oneroso o, se a leggere i numeri ci si affatica la vista, basterebbe un'occhiata alla statistica "visiva" delle unità abitative che, anche nelle vie principali, a maggiore densità residenziale, risultano vuote o abitate da 1/2 persone al massimo, prevalentemente anziane. Sono dati, questi, che parlano, più di ogni altra considerazione. Sempre che ci sia qualcuno disposto a fermarsi un attimo ad ascoltare.

Valerio Colaci

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Commenti   

Carmela Rodolico
# Carmela Rodolico 2010-02-06 19:35
Amministrare un Comune è difficilissimo.
Occorrono molta serietà, tanta esperienza, conoscenza delle leggi che regolano la via sociale e avere in testa non solo idee, ma anche progetti.
Se non si hanno questi requisiti è meglio evitare di buttarsi nella mischia.
Il paese ha bisogno di uomini "veri".
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matteo
# matteo 2010-02-07 21:43
Intanto grazie a Valerio per le notizie sulla vita politica del paese che ci fornisce puntualmente, dopodichè vorrei dire che è proprio un disastro la politica di acquaro, perchè non è rimasto più nessuno che sia all'altezza di farla, e chi la fà e solo per un riscontro economico. Peccato.
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