Maltempo, ad Acquaro scatta ancora l'allerta

La Regione al Comune: «Attivato il primo livello di criticità».

Calabria Ora del 28 Gennaio 2010

"Telefax urgentissimo". È' intestata così la comunicazione inviata ieri mattina dal dipartimento di Protezione civile della regione Calabria all'ufficio tecnico di quattro comuni delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia tra cui Acquaro e Nardodipace, tra quelli classificati dal Pai (Piano assetto idrogeologico), a rischio frana od inondazione.

In essa si avvisa «dell'avvenuto superamento delle soglie pluviometriche con conseguente attivazione del primo livello di criticità ed allerta», con la riserva di comunicare celermente eventuali incrementi di allertamento, dovute ad un peggioramento delle condizioni meteo. Il primo livello d'attenzione, infatti, è il più basso ma, ciononostante, può non voler dire minore preoccupazione, poiché esso viene di solito assegnato ai rischi di cui non sono esattamente prevedibili le conseguenze e, proprio per questo, è quello che generalmente può creare maggiori problemi nella gestione. Come si verificò nei recenti eventi alluvionali della fine del 2008 di cui, danni e conseguenze sono ben impressi nella mente degli acquaresi, in alcuni casi ancora costretti a fare i conti con le criticità determinate da quella pioggia che raggiunse il livello di 145 mm, sfiorando di poco la quota 200 dell'alluvione nelle marinate di Vibo del 2006, costringendo l'amministrazione ad emettere almeno cinque ordinanze di sgombero. Dal punto di vista del rischio idrogeologico Acquaro non è certo messo bene. É di pochi mesi fa, infatti, la conclusione dello studio di Legambiente e Protezione civile, "Operazione Fiumi 2009", il quale, riscontrando «forti ritardi nella prevenzione, troppo cemento lungo i corsi d'acqua e in prossimità di versanti franosi e instabili; elevato pericolo di frane e alluvioni, cui corrisponde scarsa, o nulla, attività di profilassi e messa in sicurezza delle abitazioni a rischio», aveva fatto saltare il Comune ai poco desiderabili onori della cronaca nazionale, con l'assegnazione della maglia nera (assieme ad altri sei centri in tutta Italia, tra cui Oppido Mamertina e San Ferdinando in Provincia di Reggio). Un territorio fragile, dunque, su cui una pioggia che sia un po' fuori dalla normalità determina facilmente frane e smottamenti anche di grandi dimensioni, provocando seri rischi per l'incolumità delle persone e per la stabilità delle abitazioni. Sarà stato anche per questo, quindi, che la Regione, dopo almeno due giorni di intensa pioggia, che ha già prodotto un ingrossamento di media entità del fiume Amello, è stata indotta ad emanare il comunicato. Ma, viste le esperienze del recente passato, l'instabilità di diversi costoni e gli scarsi interventi seri di messa in sicurezza eseguiti, oltre a quelli di primissima urgenza, la vera speranza è che smetta di piovere. Anche se le previsioni non promettono nulla di buono.

Valerio Colaci

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