Acquaro e la discussa pensilina

«Riduce la splendida visuale». I cittadini ne contestano la realizzazione.

Calabria Ora del 25 Gennaio 2010

Procedono senza sosta, interrotti solo in caso di pioggia, i lavori lungo il marciapiede attiguo a piazza Marconi, frutto di un protocollo d'intesa tra Provincia e Comune (100 mila euro), firmato nel 2004 dal presidente pro-tempore Gaetano Bruni e dall'allora sindaco Mario Crupi.

Avviato alla fine d'ottobre, il progetto prevede la sostituzione delle ringhiere in ferro con balaustre in muratura dalla prospettiva irregolare e rivestite da pietra bianca, il restringimento del marciapiede (per allargare il trafficato tratto stradale) e la sua ripavimentazione, l'installazione di faretti a terra, l'estensione della balconata con conseguente ampliamento del raggio della curva adiacente, l'installazione di un nuovo orologio e la realizzazione di un portico. Già a buon punto, con l'avvenuta riduzione del marciapiede la sua quasi completa lastricazione, la realizzazione della balconata e dei muretti; il lavoro, in linea generale non dispiace. Tuttavia (lasciando da parte le critiche per la "particolare tecnica" con cui è stato realizzato l'ampliamento della balconata), sono in tanti a lamentarsi del fatto che siano state eliminate le ringhiere, da molti ritenute un elemento caratteristico della piazza che, già privata dei suoi pioppi (tagliati nel recente passato con successivo strascico di polemiche), si ritrova completamente trasformata. Ma, ciò che oggi sembra contrariare maggiormente i cittadini, è la previsione del porticato (in realtà, una lunga pensilina in legno lamellare, simile ad una stazione ferroviaria, senza binari, però) che, essendo completamente ricoperto (da materiale plastico o vetro) per il lato affiancato alla balconata, preclude dalla possibilità di affacciarsi per circa 21 metri. Per questa ragione, diversi cittadini lo ritengono inutile, senza contare che andrebbe a precludere la visuale di gran parte dell'ampio panorama di sfondo (motivo per cui, qualcuno l'ha definito un "pugno nell'occhio") e che, se l'intento, con la copertura superiore, è quello di ristorare nelle giornate di caldo, non sono pochi ad immaginare, qualunque sia il materiale impiegato, un vero e proprio "effetto serra". D'altronde, il progetto (arrivato al Comune da poco) è stato predisposto interamente dai tecnici provinciali i quali, con tutto l'impegno possibile, non conoscono le abitudini e le preferenze di una popolazione (è come se, il salotto di casa - e la piazza è il salotto di un paese - venisse realizzato da un architetto senza interpellare il proprietario che ci abita). Per tali motivi, in molti concordano nel considerare la pensilina inopportuna e che sarebbe il caso di rinunciarvi ed utilizzare l'importo occorrente per il suo acquisto ad altre necessità. Che non è che manchino.

Valerio Colaci

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