Via Medico Marco, è degrado

Spazzatura e ingombranti la fanno da padroni. Urgono provvedimenti.

Calabria Ora del 9 Gennaio 2010

Quello del periodico formarsi di discariche abusive è un problema che il paese d'Acquaro, da anni, conosce fin troppo bene, segno di un'abitudine cattivissima dei cittadini, di scarso senso civico e, ancor di più, di un pessimo atteggiamento nei confronti della tutela ambientale.

Così, dopo lo spettacolo indecoroso offerto dalla discarica di località "Massareja", ripulita da circa un anno (dopo almeno un decennio di continue rimozioni - pagate a peso d'oro - seguite dal puntuale riformarsi di cumuli di materiale d'ogni genere, con grave rischio per la salute pubblica), e quello della discarica formatasi nel recinto dell'ex mattatoio (sito ancora non completamente bonificato ed in attesa, lunga, di accogliere una piattaforma ecologica per lo stoccaggio dei rifiuti ingombranti), ecco che, da un paio di settimane, una nuova discarica si è formata in via "Medico Marco" (vicina alle 2 precedenti) a due passi da alcune abitazioni, in un posto che, per la posizione in cui si trova (non è un luogo isolato, anzi, vi passa una strada ampliamente trafficata, non è in aperta campagna, non vi sono bidoni per la spazzatura, non ci sono dirupi) induce chiunque a pensare: «Ma com'è venuto in mente alla gente di gettare qui l'immondizia?». Ci vuole coraggio, eppure è successo e la discarica è lì, quasi sotto le case di alcuni cittadini che, non solo devono sopportare il cattivo odore della spazzatura, ma anche quello del fumo che scaturisce dal suo periodico incendio. Ora, anche volendosi sforzare di capire, sebbene non totalmente giustificabile, l'atteggiamento di alcuni cittadini i quali, dovendo smaltire degli ingombranti e non essendovi la possibilità di avere un'area apposita (che, anche pagando un contributo minimo, dovrebbe essere un diritto) si arrangiano come possono, totalmente incomprensibile appare il comportamento di quegli altri che, anziché smaltire i loro rifiuti domestici con gli appositi metodi, li depositano dove capita. Tanto la Tarsu va pagata ugualmente. Comunque, una domanda, al riguardo, sorge spontanea: a parte averla delimitata col nastro bicolore ed affisso il cartello di divieto di discarica, cosa si aspetta per prendere provvedimenti seri? Forse che si auto bonifichi? O, molto più probabilmente che, precedenti esperienze insegnano, la situazione sfugga di mano e la discarica s'ingrossi a dismisura?

Valerio Colaci

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