La Natività del maestro Tarsitani

Acquaro, da oltre vent'anni l'opera dell'artista impreziosisce il paese.

Calabria Ora del 28 Dicembre 2009

Ad Acquaro è il Natale. Nel senso che, la capanna realizzata da mastro Micuccio Tarsitani per conto della Pro loco, è un elemento che, da oltre 20 anni, caratterizza la sacra festività nel piccolo centro delle Serre.

Essa, infatti, è per la piazza del centro montano come il panettone per il cenone, o il presepe e l'albero in casa: se non ci fossero, sarebbe festa comunque, ma non la stessa festa, poiché verrebbe meno l'elemento che, nell'immaginario collettivo, ne accresce la magia, divenendo simbolo d'unione per tutta la popolazione che ogni anno, già alla fine di novembre, si chiede quando inizieranno i lavori e come sarà quest'anno la capanna. Aspettative e curiosità che, a lavoro ultimato, non vengono mai tradite. Manufatto artistico come, per fattura e dimensioni, non se ne vede, la capanna di Acquaro nasce dalla devozione e dalla passione per il presepe che il novantenne Domenico Tarsitani ha sin da bambino. Passione che lo porta, sin da qualche mese prima di dicembre, ad organizzare minuziosamente il lavoro, realizzando, addirittura, una miniatura, per tradurre in pratica ogni anno una pregevole e diversa opera, di cui cura i dettagli nei minimi particolari. Ed ecco che, quest'anno, ne è nata una costruzione ottagonale che ospita al suo interno il bue e l'asinello, qualche pastore, l'angelo custode e Giuseppe e Maria (tutte sagome dipinte a mano da artisti del luogo) che vegliano Gesù bambino, adagiato da don Saro, dopo la messa della notte di Natale, in una mangiatoia sospesa con delle corde ad un soppalco cui si accede attraverso una scala. Il 6 gennaio, poi, con l'arrivo dei re Magi, il popolo si raccoglie nuovamente attorno alla natività, accompagnando la processione con cui don Sarò toglierà il bambinello e lo riporterà in chiesa. Un lavoro minuzioso che, data l'età, mastro Micuccio, non è più in grado da fare da solo (quest'anno è stato provvidenzialmente aiutato da qualche operaio, dagli Lpu messi a disposizione dal Comune e da 2 volontari dell'associazione turistica). Ciononostante, però, è lì in prima persona a realizzare quel che può, ed è tanto, coordinare il lavoro e dare il tocco finale alla capanna. Data la mole di lavoro che occorre e le risorse finanziarie per l'acquisto del materiale (la cassetta di raccolta delle offerte porta ben pochi introiti e gli appelli per un aiuto economico fatti alle istituzioni spesso rimangono vani), ogni anno l'associazione incontra non poche difficoltà a realizzare l'opera. Ciononostante, però, ogni anno, sin ora, la capanna c'è stata, a dare quel tocco in più al Natale acquarese.

Valerio Colaci

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