Acquaro, inaugurata la casa di cura intitolata a don Luzzi

 

Calabria Ora del 20 Dicembre 2009

A fatica, ieri mattina, la cappella della casa di cura di Acquaro ha contenuto le persone che, nonostante la pioggia, hanno partecipato all'inaugurazione presenziata da monsignor Renzo, presenti esponenti politici locali, sindaci e parroci del comprensorio. Tagliato il rituale nastro, il presule ha celebrato la messa cui i presenti hanno assistito anche dai corridoi.

«Un'opera preziosa - l'ha definita il vescovo - un'iniziativa significativa che è, per questo paese, un nuovo capitolo, un momento storico. La società consumistica attuale si dimentica delle persone bisognose e, grazie a don Luzzi, oggi si concretizza il sopperimento a tale bisogno, con la nascita di questa casa, testimonianza della sacralità della vita e dono della luce della speranza ai bisognosi». Il vescovo ha concluso ricordando padre Idà «che continua a vivere grazie all'opera delle sue suore (le stesse che gestiranno la casa di cura, ndr.)». Sulla stessa linea, tutti gli altri interventi. Il commissario Rosa Maria Luzza ha parlato di «grande orgoglio per una struttura fiore all'occhiello del circondario, riferimento degli anziani che non hanno nessuno, i cui disagi sono alleviati dalle amorevoli cure delle suore». Giuseppe Galati, sindaco pro-tempore all'avvio dell'idea, ha descritto le difficili fasi di gestazione dell'opera, in un periodo in cui non c'era un piano regolatore. «Quando poi - ha raccontato - il piano arrivò, feci solo in tempo a comunicarlo a don Luzzi, esprimendo il desiderio che la casa fosse il primo progetto approvato. Poco tempo dopo, l'incidente lo portò via». Rocco Luzzi, fratello del benefattore e presidente dell'associazione "Amici degli anziani", grazie al cui impegno ed alle suore guidate allora da Madre Grazia Carbone, la casa dopo 25 anni ha visto la luce, ha parlato di «sogno che si realizza senza l'intervento di alcun ente, se non quello delle suore. Oggi, si concretizzano le aspirazioni di monsignor Luzzi, i cui sacrifici per una casa di cura nel paese natio, dove ha celebrato la prima messa e riposa in pace, non sono stati vani». Lo stesso, ha poi riassunto una lettera del '60 tra don Luzzi e lo stesso padre Idà in cui, pregandolo di inviare alcune suore per gestire il già esistente ospizio di Polistena, già allora manifestava la volontà della casa di cura ad Acquaro. E che casa! Mille metri quadri, in cui possono essere ospitati 25 anziani, in comodi mini appartamenti con ogni comfort. Poi, cappella, sala mortuaria, sala ricreazione, cucina, refettorio ed ampio giardino per piacevoli passeggiate. Conclusa la cerimonia, prima del rinfresco, il vescovo ha benedetto la casa e scoperto la lapide commemorativa, posta dall'associazione «a perenne ricordo di monsignor Luzzi, pio e dotto sacerdote che questa casa volle…».

Valerio Colaci

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