Ad un passo dal sogno di don Francesco Luzzi

Dopo 24 anni d'attesa la casa di cura aprirà i battenti.

Calabria Ora del 13 Agosto 2009

Finalmente si parte. E' proprio il caso di dirlo. Si, perché quella della casa di cura di Acquaro, che a breve verrà inaugurata, è una storia lunga e travagliata.

Era il maggio del 1985, quando, per volontà di monsignor Francesco Luzzi - stimato sacerdote e storico originano del piccolo centro delle Serre, parroco ad Arena e Polistena, rettore del seminario vescovile di Mileto e, negli ultimi anni di vita, direttore dell'archivio storico diocesano della stessa cittadina - venne costituita l'associazione senza fini di lucro "Amici degli anziani", incaricata di aprire una casa di cura nel suo paese natio, desiderio profuso da don Luzzi che, già ideatore, a Polistena, dell'ospizio "Opera pia San Francesco di Paola", con questa nuova opera voleva onorare la memoria degli amati genitori. A tale scopo, acquistò un terreno di ben 10 mila metri quadri, che avrebbe ospitato la struttura, una costruzione immensa di cui ancora molti ricordano il progetto originario, esposto per diverso tempo in vari locali pubblici. In quegli anni, purtroppo, il Comune non disponeva di un Piano regolatore e, nonostante le insistenze e l'impegno di don Luzzi con gli amministratoli succedutisi, i lavori non partirono. Passarono gli anni e, verso la fine del '94, finalmente il Comune si mise in regola con il piano per costruire. Monsignor Luzzi, però, ebbe solo il tempo di appurarlo, perché, nel gennaio dell'anno successivo, in un funesto incidente sulla statale "Ionio-Tirreno", nei pressi dello svincolo per Polistena, morì senza vedere realizzato il suo desiderio. Con la tragica, perdita tutto sembrava essere stato riposto sugli scaffali del dimenticatoio quando, nel novembre del 2004, la macchina ripartì e, durante una solenne cerimonia, il vescovo pro tempore Domenico Cortese pose la prima pietra e subito iniziarono i lavori, interamente finanziati dall'associazione voluta da don Luzzi. Due anni dopo l'opera è già pronta e ne prendono affido le suore del catechismo, l'ordine fondato da padre Idà, che la dovranno gestire. Una struttura straordinaria che, sebbene un poco ridimensionata rispetto all'idea iniziale, incastonata in un ampio giardino, in 1200 metri quadri è dotata di cucine, cappella, camera mortuaria ed appartamentini con tutti i comfort necessari per le 25 persone che è in grado di accogliere. Ma, sebbene già arredata e pronta da tempo, la casa non è ancora in funzione. Il motivo? Una serie di inspiegabili lungaggini burocratiche per il disbrigo delle diverse pratiche che, tra i vari uffici competenti, si protraggono da ben 3 anni. Evviva la celerità. L'ultimo gradino era un agognato sopralluogo per la verifica dei requisiti di funzionamento, svoltosi nei giorni scorsi da parte degli addetti dell'ufficio regionale competente, i quali hanno redatto un apposito verbale favorevole. Ora non resta che attendere l'autorizzazione da parte dell'assessorato incaricato e, forse già con i primi giorni di settembre, si procederà con l'inaugurazione. Non si può certo dire che c'è voluto poco ma, dopo 24 anni, gli anziani bisognosi di cure potranno usufruire degli amorevoli servizi offerti dalle suore di padre Idà. E, da lassù, don Luzzi potrà godersi la realizzazione della sua creatura e, finalmente, riposare in pace.

Valerio Colaci

Ritaglio dell'articolo

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.