Esistenze dedicate alla fede

Acquaro festeggia il sacerdozio di Peppino Gagliardi e Gaetano Franzesi.

Calabria Ora del 11 Agosto 2009

Un secolo dedicato alla chiesa ed alla fede. A coronarlo, don Peppino Gagliardi, che ha raggiunto la venerabile meta di sessant'anni di sacerdozio, e don Gaetano Franzesi, nativo di Acquaro, ma operante nella parrocchia di San Pietro Apostolo di Nuevo Laredo, in Messico.

L'importante evento è stato solennizzato domenica scorsa nella chiesa di Santa Maria dei Latini del piccolo centro delle Preserre, dove, alla presenza di numerosi fedeli e di vari parroci e diaconi di Acquaro e dei centri vicini, è stata celebrata una messa durante la quale i due sacerdoti hanno dato testimonianza della loro vita da ministri di Dio. «Non mi aspettavo questa bella cerimonia - ha esordito don Gaetano, con l'ormai acquisito accento spagnolo - la quale mi ha consentito di essere di nuovo qui, nel mio paese, nella chiesa dove sono stato battezzato, al fianco di tutti voi, di numerosi sacerdoti e di don Peppino, che sento l'obbligo di ringraziare per i tanti buoni consigli datimi durante i miei anni di sacerdozio». Ordinato prete il 19 marzo del 1969, don Gaetano si trova in Messico dal 1977. «Anni difficili - ha raccontato -, soprattutto i primi, in un paese dove c'era tanta povertà, fame e malattie, le strade erano di fango e non c'erano luoghi di culto». Ma la difficoltà maggiore è stata la persecuzione nei confronti dei preti non del luogo. «Tante volte ho avuto paura per la mia vita. Col tempo, le cose sono cambiate e, lavorando meticolosamente, abbiamo ottenuto alcuni terreni su cui sono state costruite dette chiese, dove tanta gente bisognosa ha potuto ricevere conforto». Don Peppino Gagliardi, originario di Giffone (RC), è stato ordinato sacerdote il 18 luglio del '49 ed ha rappresentato la guida spirituale storica di Acquaro, dove è stato parroco per quasi 50 anni, dal '50 al '99, dapprima come aiutante dell'anziano prete, don Stefano Ventrici, poi, dal settembre '58, come titolare. Protagonista di diverse battaglie sodali (in passato è stato anche a capo di un comitato civico contro la criminalità). Durante il suo intervento ha voluto parlare del ruolo del sacerdote come colui «attraverso cui passa il potere di Dio. Il Sacerdote - ha affermato don Peppino - insegna e perdona nel nome di Dio. È colui che da il pane della vita per saziare la fame dell'uomo. Fame di riconciliazione e di realizzazione - ha chiosato - che l'uomo non può soddisfare né col progresso né col danaro ma solo con Dio». Un grande applauso levatosi dalla platea ha suggellato il suo intervento con l'augurio implicito che ci si possa ritrovare ancora tra dieci anni a festeggiare i 70. E a don Franzesi che possa continuare ancora a lungo la sua importante e sacrificata missione in un paese straniero e lontano.

Valerio Colaci

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