Tutti a scuola di... tradizioni

Gli insegnamenti ai giovani del falegname "mastro Peppino".

Calabria Ora dell' 1 Luglio 2009

La sua passione per la ricostruzione fedele e meticolosa di strumenti e oggetti del passato è oramai nota a molti.

Ed ha raggiunto un livello d'importanza per la ricostruzione delle tradizioni di Acquaro, e della civiltà contadina in genere, del tempo che fu, tale per cui, mastro Peppino Luzzi, falegname vecchio stampo, di quelli che utilizzano come strumento di lavoro prevalentemente le proprie mani o, comunque, utensili che promanano da esse, ha assunto il ruolo di coprotagonista nell'ambito di un progetto Pon predisposto, attraverso i finanziamenti dall'unione europea, dall'istituto comprensivo "G. D'Antona" del centro dell'Alto Mesima. Così, accompagnati dagli insegnanti Annamaria Rottura, Raffaele Sergio, Caterina Corbo e Rocco Rottura, un folto gruppo di bambini e ragazzi della scuola primaria e della media, nonostante siano già iniziate le vacanze, nei giorni scorsi ha fatto una visita altamente istruttiva all'abitazione di mastro Peppino, trasformata dallo stesso in una sorta di museo (con tanto di libro degli ospiti in cui lasciare la propria firma e dedica) dove, in ben tre camere di media grandezza, colme, sono esposte le tante opere da lui realizzate pazientemente da quando è in pensione. Una visita durata ben 4 ore, durante la quale l'attenzione degli alunni è stata calamitata da Peppino Luzzi che, trasformatosi per un giorno in insegnante di tradizioni, ha spiegato il funzionamento e l'ambito di utilizzo di ognuno degli oggetti che si è preso la briga di ricostruire. Presse per l'olio, telai, forni a legna (con tanto di panetti), segherie, oggetti di uso quotidiano, palmenti per fare il vino, giochi e trottole, misure di capacità, mulini ad acqua e quant'altro (tra cui anche oggetti sacri, come il rosario, di quelli per pregare, lungo 8 metri, pesante 10 chili e composto da una settantina di elementi del diametro di circa 10 centimetri, realizzati con 4 diversi tipi di legno pregiato) riprodotti in scala, hanno suscitato nei giovani una viva curiosità, che ha determinato diverse domande, cui Mastro Peppino non si è sottratto di rispondere, istruendoli su un argomento importantissimo quale è quello della conoscenza delle proprie radici. Una visita che ha avuto, dunque, un notevole successo, al punto che ci si è riproposti, all'avvio del nuovo hanno scolastico, di portare tutta la scuola ad ammirare il meraviglioso lavoro di Peppino Luzzi che, costantemente in attività, per quel momento avrà arricchito la sua collezione di nuove e pregevoli opere. Cosicché, il passato di Acquaro riuscirà a sopravvivere a lungo anche nelle generazioni a venire, le quali, distratte da un'effimera civiltà multimediale fabbrica del nulla, rischierebbero di perdere un pezzo importantissimo del loro essere. E, con l'occasione, Mastro Peppino arriverà anche in Europa.

Valerio Colaci

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