Nazzareno Natale, faccia da cinema

La storia del calabrese che recitò con le star.

Calabria Ora del 19 Giugno 2009

Ricordate il personaggio di Silio, uno degli amici con cui bighellonava lo sciupa femmine "Serafino" - Adriano Celentano, nell'omonimo film del '68 di Pietro Germi? Ebbene, l'attore che lo interpretava si chiamava Nazzareno Natale nato, pensate, a Limpidi, piccola frazione del comune di Acquaro, dove ancora, in via Chiesa, si trova la casa paterna.

Ma non è l'unico grande ruolo né l'unico grande film che Natale, dal '62 al 2005, interpretò a fianco di attori anche di fama internazionale. Nato nel 1938, Nazzareno trascorse circa dodici anni della sua vita a Limpidi, per poi essere costretto, all'inizio degli anni 50, come tanti calabresi, a intraprendere la via della diaspora per seguire, con tutta la famiglia, il padre, Colombo, emigrato in Argentina. Ma, quella della recitazione era più che una passione, ed allora, all'inizio degli anni 60, decise di trasferirsi nuovamente in Italia dove, dopo un breve soggiorno nel paese natio, si spostò a Roma, città in cui iniziò gli studi al Centro Sperimentale di Cinematografia, diplomandosi nel 1965. Tre anni prima, il suo esordio nel mondo di celluloide con una apparizione nel colossal "Sodoma e Gomorra". Il suo palmares vanta una cinquantina tra apparizioni e parti più o meno importanti in film e serie cinematografiche. Così, nel '63 ha una parte nel film "La noia", film drammatico di Damiano Damiani con, tra gli altri, Catherine Spaak e Bette Davis (di Damiano Damiani è anche "II sorriso del grande tentatore", del '74, con Adolfo Celi, in cui interpretò il ruolo del prete operaio padre Monaldi). Ma i generi in cui si cimentò sono tanti. Ed allora eccolo ancora in "Per qualche dollaro in più", "II buono, il brutto e il cattivo" e "Giù la testa" i western all'italiana, capolavori del '65, '66 e '71 di Sergio Leone, in cui recitò al fianco di attori del calibro di Clint Eastwood e Gian Maria Volontè. Tra le altre pellicole più importanti, "Romeo e Giulietta" del maestro Zeffirelli ('68), "Teresa la ladra" ('73), al fianco di Monica Vitti, Michele Placido e Carlo delle Piane, "Rappresaglia" ('73), con Marcello Mastroianni e Richard Burton, "La pupa del gangster" ('75), in cui fece la spalla di Mastroianni e Sophia Loren, "Novecento" ('76), il capolavoro di Bertolucci in cui recitò a fianco di Gerard Depardieu e Robert De Niro, "II vizietto parte II" ('80), pellicola di Lattuada con Ugo Tognazzi. Una bella parte la ebbe in "Detenuto in attesa di giudizio", film nastro d'argento del '71 di Nanni Loy in cui fu Saverio Guardascione, il compagno di cella insano di mente e consigliere di un Alberto Sordi ingiustamente incarcerato con l'accusa di omicidio colposo preterintenzionale. Ma, citare tutti i film cui prese parte, sarebbe impresa ardua, ed allora eccovi una rapida carrellata dei principali registi (Squitieri, Bruno Corbucci, Steno, Castellano e Pipolo, Pasquale Festa Campanile, Carlo Vanzina, Enrico Oldoini, Andrea Bolognini, Vittorio De Sisti) ed attori (tra i tanti Nino Manfredi, Arnoldo Foà, Giuliano Gemma, Bud Spencer, Terence Hill, Sharon Stone, Massimo Ranieri, Fabio Testi, Franco Franchi, Tomas Milian, Vittorio e Giovanna Mezzogiorno, Leo Gullotta, Lino Banfi, Macario) con cui ebbe l'onore di lavorare nella sua lunga carriera. Negli anni '70, purtroppo, rimase impantanato in ruoli di supporto di film di secondo ordine (anche se alcuni di essi sono diventati cult), probabilmente a causa di una grave malattia, contratta durante le riprese di un film, che lo tenne lontano dall'ambiente per qualche tempo. La sua ultima apparizione è del 2005, nella fiction "Gente di mare", girata nella sua terra, occasione dell'ultima visita nel paese d'origine, dove ancora vivono alcuni parenti. L'anno successivo, il 21 giugno, morì a causa di un tumore. A Limpidi il grande onore di averne dato i natali, così come ad altri "Vip" di cui avremo modo di parlarvi in futuro.

Valerio Colaci

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