Boxe, Manno tra i professionisti

Domani a Torino l'esordio tra i big del pugile originario di Acquaro.

Calabria Ora del 16 Aprile 2009

Quella di domani sarà una giornata da incorniciare per Benoit Manno, il ventisettenne pugile di padre calabrese (di Acquaro) e madre francese, il quale, in un incontro di boxe che si svolgerà a Torino, contro il croato Cristian Spataru, coronerà un suo importante obiettivo da atleta, facendo il suo esordio nel mondo della "noble art" professionistica, categoria "pesi leggeri" (61 Kg).

Con un palmares composto da più di sessanta incontri in dieci anni a livello dilettantistico, Benoit, classe '82, ha iniziato a dare i primi pugni nel capoluogo piemontese a sedici anni (subito dopo essere andato via con la famiglia da Acquaro), rimanendo da subito affascinato da questo sport che gli ha dato già tante soddisfazioni, portandolo ad essere campione italiano universitario 2007/08, titolo che si assomma a diversi argenti e bronzi in numerose altre competizioni, combattute anche contro campioni olimpionici. Attualmente tesserato per la Boxe Fitness Barge e Savigliano (Cn), la sua ultima esperienza agonistica tra i dilettanti è stata la partecipazione, lo scorso anno, ai campionati del mondo universitari di Kazan (Russia), la sua prima esperienza a livello internazionale che lo ha visto classificarsi al quinto posto, dopo un incontro ai quarti di finale vinto dal mongolo Bat-Ochir Ayurzana con un punteggio di 16/10, che ha determinato l'eliminazione del campione di origine calabrese. Una eliminazione che Benoit ha giudicato ingiusta e gli ha dato tanta amarezza e delusione. «Dopo aver studiato attentamente le mosse e lo stile di quel pugile - afferma - ho incominciato a colpirlo con il gancio sinistro (al punto da slogarmelo), ma i giudici sembravano non vedere i miei colpi, mentre erano abbastanza attenti se solo il rivale mi sfiorava e, alla fine, l'incontro si è concluso con sei punti di differenza a favore del mongolo. Una vergogna». Ora, però, Benoit è pronto a ripartire con maggior grinta da professionista, puntando a vincere il titolo italiano e, perché no, anche qualche cintura più prestigiosa. Il tutto, però, facendo un passo alla volta e tenendo i piedi ben ancorati al terreno. Come tutti i calabresi, Benoit è modesto ma, allo stesso tempo, caparbio e convinto delle sue doti di picchiatore. «Il pugilato - confessa - è una disciplina che ti responsabilizza maggiormente e ti fa crescere come uomo, facendo aumentare la sicurezza nei tuoi mezzi anche nella vita di tutti i giorni. L'avversario che incontrerò venerdì ha più esperienza di me tra i professionisti e sa tenere bene il ring. Ma io ho più titoli da dilettante e sento di avere ottime probabilità di farcela». Il combattimento prevede 4 riprese da 3 minuti cadauna, durante le quali il campione calabro franco piemontese terrà alta la guardia, cercando di far scrivere a caratteri cubitali il proprio nome tra gli annali di questo antico sport. L'augurio e che tutta la Calabria gli sia idealmente vicina e faccia il tifo per lui.

Valerio Colaci

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