Tra fede e tradizione popolare

"A 'ncrinata" di Acquaro per rivivere la resurrezione di Cristo.

Calabria Ora dell'11 Aprile 2009

Ha trent'anni l'affrontata di Acquaro. Ma non li dimostra e, come il primo anno, continua ad affascinare gli abitanti del piccolo centro delle Serre e di quelli vicini, che vi accorrono numerosi per assistervi.

Era il 1979 quando, don Peppino Gagliardi (guida spirituale della comunità per ben 50 anni, dal'49 al '99), vedendo l'interesse dei parrocchiani che, per assistere all'evento si recavano nei paesi vicini, decise che anche Acquaro dovesse avere la sua affrontata, per far riflettere maggiormente i fedeli sul grande significato del ricongiungimento tra la Vergine ed il figlio risorto. Già nei primi anni del suo servizio pastorale, si recò a Roma a commissionare una nuova statua del Cristo risorto, per sostituire la piccola statuetta posseduta, tutt'ora custodita nella chiesetta di San Giuseppe. Poi, nel '77, ad un artista di Ortisei (Bz), commissionò le icone di Maria addolorata e San Giovanni Evangelista le quali, all'entrata in paese, su due automobili, furono accolte a festa dalla popolazione e dai bambini della scuola elementare, fatti scendere in strada dalle maestre per assistere all'evento. Così, domenica di pasqua del '79 (il 15 aprile) gli acquaresi, orgogliosi, poterono assistere alla prima di un evento che si sarebbe protratto negli anni con sempre maggiore fascino. «La prima affrontata - ricorda don Peppino – ampliamente attesa, non è venuta molto bene, a causa della poca esperienza, al punto che, le statue della Madonna e del Cristo, risultavano invertite, rispetto alla posizione che convenzionalmente assumono. Da allora però, la rappresentazione è migliorata sempre di più, sino ad essere apprezzata per quello che merita». E' non poteva non essere così, visto che i portantini, che di anno in anno, spinti dalla fede, si posizionano sotto le statue, fanno di tutto per ovviare ad eventuali errori commessi, rendendo l'affrontata un tripudio di festa per tutto il paese, posizionato sulle due ali della piazza, ad attendere il momento fatidico con il fiato sospeso ed un groppo in gola. È mezzogiorno circa e la folla è in trepidazione. Da via provinciale dove si trova insieme al Cristo, parte San Giovanni, aumentando gradatamente il passo sino a correre, diretto verso Maria per annunciare l'evento. Insieme si muovono velocemente verso il centro della piazza, dove Gesù li raggiunge per compiere l'incontro fatidico mentre, dal manto nero di dolore, appare l'azzurro della gioia. A «'ncrinata catte bona» e ciò sarà, si spera, di buon auspicio. La banda musicale intona un inno di gloria che aiuta a sciogliere la tensione accumulata, la quale si libera in un mare di lacrime ed applausi, mentre i botti suggellano il tutto, avvisando gli abitanti dei paesi vicini che «ad Acquaru 'ncrinau».

Valerio Colaci

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