Pasti salutari e cruciverba, il segreto di nonno Nino

Acquaro festeggia le 100 candeline del signor Galati: una vita dedicata al lavoro e alla famiglia.

Calabria Ora del 17 Dicembre 2008

Cento. E' il numero delle candeline che oggi, in una festa a cui parteciperà tutta la popolazione acquarese insieme all'amministrazione comunale, che gli donerà alcuni riconoscimenti, saranno spente dal signor Antonino Galati, classe 1908 ed una vita dedicata alla famiglia ed al lavoro. Falegname, passione che ha coltivato sino a pochi anni fa, carpentiere, boscaiolo, capo operaio di frantoio, agricoltore.

Sono solo alcune delle professioni che nonno Nino ha svolto per portare avanti la sua numerosa famiglia. Una storia affascinante quella di Antonino Galati che, ultimo di sette figli, ha subito in prima persona anche l'orrore della guerra. Si arruolò, infatti, nel battaglione speciale istituito da Mussolini in seguito alle ribellioni verificatesi in Etiopia, dopo l'occupazione per conquistare quello che passò alla storia come il famoso "posto al sole", propagandato dalla politica imperialista del fascismo. Mesi e mesi lontano da casa, con il solo conforto della presenza di alcuni paesani, in Africa a sostegno delle truppe italiane che avevano realizzato l'occupazione e che erano accerchiate da più parti da ribelli Etiopi. Mesi di paure e di stenti, tra nemici, pidocchi e belve feroci, senza alcun tipo di approvvigionamento se non il poco che i soldati stessi riuscivano a procurarsi, cibandosi con una misera tazza di brodo, un pezzetto di carne e della farina con cui facevano del pane azzimo. Tanti gli attacchi subiti e, durante uno di questi, nel mezzo di una sparatoria da parte dei nemici, Antonino Galati assistette alla morte di un commilitone, un suo compaesano, e fu a sua volta colpito da un altro proiettile che gli tranciò le falangi della mano destra rendendo necessaria l'amputazione di un dito della mano sinistra. Per fortuna nonno Nino, essendosela cavata, può oggi raccontare quell'esperienza. E può pure raccontare del tragico incidente sul lavoro di cui è stato vittima nel '54, incidente che lo vide lottare per parecchio tempo tra la vita e la morte, di quell'altro che gli spezzò un rene e di tante altre malattie e peripezie che lo hanno visto protagonista. Il risultato della sua intensa vita? Ben 6 figli, 17 nipoti, 2 pronipoti e cento lunghi anni trascorsi in questo mondo. Oggi, a parte qualche piccolo problema di diabete alimentare, di vista ed un udito, che non è dei migliori, il suo stato di salute generale è abbastanza buono. Il segreto? Pasti salutari, accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso, una mente tenuta costantemente in allenamento anche grazie ai numerosi cruciverba che ha fatto sino a quando la vista glielo ha permesso e, cosa più importante, le tante cure e l'amore datogli dalla moglie Raffaella, che dal 1940, da ben 68 anni, gli sta a fianco. Auguri nonno Nino e, se possiamo permetterci, altri cento di questi giorni.

Valerio Colaci

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