Non quantificati i danni del maltempo

Nel paese ancora forti disagi.

Il Quotidiano del 15 Dicembre 2008

Dopo il terribile nubifragio che mercoledì e giovedì scorsi si è abbattuto ancora una volta su tutta la zona dell'Alto Mesima si cerca di stilare una nuova conta dei danni. Danni che a quanto pare sembrano indecifrabili e le amministrazioni comunali non riescono a venirne fuori se non sopraggiungono gli aiuti da parte di Provincia e Regione.

C'è da dire che l'emergenza è stata gestita nel migliore dei modi e i soccorsi sono subito accorsi per evitare ulteriori disagi. Per tutta la notte di giovedì e per tutta la giornata di venerdì gli agenti della Polizia Provinciale sono stati presenti sul territorio comunale intervenendo su diversi smottamenti e ripristinando la normale circolazione specialmente lungo la strada provinciale per Piani. Acquaro e le sue frazioni Limpidi e Piani sono state di nuovo messe in ginocchio. Abitazioni invase da fango e detriti di ogni genere, enormi smottamenti e strade divelte, linea elettrica in tilt, condotte e pozzetti otturati da tutto ciò che il fiume di acqua trascinava lungo il suo percorso, agricoltura sepolta: questo il risultato all'indomani di una nuova alluvione dopo quella del 5 novembre scorso. Pale meccaniche e camion tutt'ora a lavoro per poter smaltire tutto il fango accumulato lungo le strade e che stava intralciando la circolazione dei veicoli, inoltre l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Scarmozzino ha dislocato tutti gli Lsu in servizio al comune per ripulire le varie vie del paese. Purtroppo non si può fare una conta definitiva dei danni causati dal maltempo in quanto ma man mano che si cerca di ripristinare il tutto se ne rilevano degli altri. La condotta delle acque piovane è stata invasa e otturata da terra e tronchi, di conseguenza per poter ripulire il cunettone sotterraneo dalle fanghiglie e ripristinare il normale deflusso delle acque è stato necessario effettuare diversi scavi specialmente lungo la zona "San Giovanni" a valle del paese. Dopo la tempesta di acqua «non sappiamo da dove iniziare e come venirne fuori» ha affermato il primo cittadino: su tutto è necessario intervenire e su tutto sembra necessario intervenire subito. L'appello che l'assessore comunale Sebastiano Rosano aveva lanciato qualche giorno dopo il nubifragio del 5 novembre scorso destando la sua preoccupazione circa le condizioni venutesi a creare in prossimità del ponte "Du sordaru" sembra essere venuto a galla. Infatti tra i tanti smottamenti lungo la strada provinciale che collega Acquaro con Dinami forse quello che più preoccupa è proprio quello agli argini del fiume della frazione Limpidi che ha deviato il suo normale corso.

Giuseppe Parrucci

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