Ora inizia la vera emergenza

Dopo l'alluvione i Comuni dell'Altomesima invocano interventi immediati.

Calabria Ora del 14 Dicembre 2008

Abbandono. È la sensazione che provano i sindaci dei comuni dell'Altomesima genuflessi dinnanzi ai danni delle alluvioni, cui non riescono a far fronte con le loro sole forze. Dappertutto si ringrazia per gli interventi di Prefettura, Provincia, Vdf ma, oltre a questo, si lamentano ingiustificate assenze di altre importanti istituzioni.

Già venerdì, gli operai del Comune di Dasà, intenti a sturare un tunnel di smaltimento delle acque bianche, lamentavano di come non si fosse fatto vivo nessuno. Qui occorrerebbe un serio lavoro di messa in sicurezza di alcuni ponti di era fascista, i cui fori di deflusso dell'acqua piovana sono insufficienti allo scopo e, con grosse precipitazioni, si intasano, determinando l'allagamento e mandando in tilt la circolazione (situazione analoga a Limpidi di Acquaro dove, sul ponte Sardaro, si è reso necessario demolire parte della balaustra per far sgorgare l'acqua al fiume). Alfonsino Grillo, sindaco di Gerocarne, parla dei danni ingenti al sistema viario, alla rete idrica e fognaria. In particolare, la provinciale Ciano-Gerocarne, dopo il cedimento strutturale, è stata interdetta al traffico fino a data da destinarsi. Si tratta di una strada nevralgica, costituendo collegamento principale tra il capoluogo e le frazioni Ciano e Ariola ed essendo la via più breve per raggiungere l'ospedale di Soriano. «Gli eventi atmosferici - dice Grillo – hanno aggravato la situazione fino a renderla insostenibile. Non possiamo far fronte alle centinaia di richieste d'intervento che stanno pervenendo all'Ufficio tecnico perché privi di risorse economiche, mezzi e uomini. Le poche risorse a disposizione erano già state impegnate per rendere percorribili le strade comunali colpite dall'evento del 5 novembre. Ci aspettiamo che Regione e Stato questa volta facciano il proprio dovere». Critica la situazione ad Arena, dove le frane sui costoni della collina su cui è incastonata l'ex roccaforte normanna fanno temere non solo per la tenuta della strada provinciale, ma, soprattutto, per quella dell'intero centro abitato per la quale, secondo il sindaco Giosuele Schinella, non si è ancora ben compresa l'entità del disastro. «Gli smottamenti a valle - ha spiegato – stanno salendo su per la collina, compromettendo tutto il fianco su cui è posto il paese. Auspico l'intervento di tecnici esperti del settore, che valutino la stabilità globale del versante, per cui è stato dichiarato un rischio di smottamento di classe R4, il massimo che vi sia. Ho allertato la protezione civile e l'autorità di bacino, ma sinora nessuno si è fatto vivo. Non vorrei che domani esca il sole e sia tutto risolto...». Ad Acquaro, dopo un fax inviato alla segreteria di Guido Bertolaso, pare siano giunti i tecnici della Prociv, la cui assenza era stata lamentata dal sindaco sin dal 5 novembre scorso. Qui è incessante il lavoro dei mezzi meccanici dislocati in diversi punti del paese. Qualche problema si è riscontrato nello sgombero del cunettone a monte del paese, per talune opposizioni mosse dai proprietari all'accesso dei mezzi sui propri terreni mentre, nella mattinata di ieri, si è sfiorato il disastro, poiché un escavatore, nell'atto di sbloccare un altro tunnel ha rischiato di recidere i cavi dell'alta tensione (20 mila volt). «Visto il precario stato idrogeologico in cui versa – ha dichiarato Scarmozzino, visibilmente provato dalle giornate di intenso ed incessante lavoro- il territorio non è in condizioni di sopportare ulteriori eventi che produrrebbero imprevedibili catastrofiche conseguenze. Auspico un intervento immediato di tutte le autorità competenti, affinché si rimbocchino le maniche e diano aiuti concreti». Intanto i bollettini meteo annunciano una nuova intensa perturbazione per lunedì prossimo.

Valerio Colaci

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