Nubifragio, si contano i danni

Lamentata la mancanza di interventi strutturali sul territorio. Preoccupazione per la tenuta del ponte "du Sordaru".

Il Quotidiano dell'8 Novembre 2008

Continua la conta dei danni subiti in seguito al violento nubifragio che la notte tra mercoledì e giovedì scorso si è abbattuto su tutta la zona dell'Alto Mesima. Acquaro, con le relative frazione, è il paese che più è stato colpito e dove, in un certo senso, non si sa da dove iniziare per riportare il tutto alla normalità. Strade divelte, accumuli di detriti dappertutto, cedimenti e frane sono i risultati che subito sono saltati all'occhio. Comunque, ancora la stima dei danni definitiva non si può fare.

Dopo la tempesta la quiete e il punto della situazione. Secondo quanto dichiarato dall'assessore comunale di Limpidi, Sebastiano Rosano, pare che la stessa frazione non abbia riportato ingenti danni. Dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina, però, esprime «preoccupazione e nello stesso tempo tanta rabbia per la situazione di pericolo ed emergenza che si è venuta a creare dopo l'evento calamitoso». In pratica, la preoccupazione dell'assessore è data dal fatto che «il fiume che attraversa il ponte "du Sordaru" (di era fascista) in prossimità del centro abitato, ha deviato il suo normale corso provocando diversi smottamenti», del costone che regge la strada provinciale che da Acquaro porta a Dinami. Tale situazione si è venuta a creare a causa dell'accumulo di pietre e alberi che il torrente in piena ha trasportato, creando, alla base del ponte, uno sbarramento che impedisce il deflusso dell'acqua nel suo normale corso. «Bisogna subito intervenire prima che vengano arrecati maggiori danni - è il grido di Rosano - è necessario nell'immediatezza un sopralluogo degli organi regionale e provinciali competenti al quale devono seguire interventi strutturali e duraturi». Purtroppo, «non rientra nelle possibilità delle casse comunali intervenire suquesto tipo di emergenza». Di conseguenza, lo stesso chiede l'aiuto di «Provincia e Regione affinché possano venire incontro al Comune». L'accorato appello di Rosano è anche carico di rabbia, in quanto «ho più volte segnalato, attraverso comunicazioni scritte e con articoli di giornale, anche un'altra problematica che interessa il ponte». In pratica, ad ogni precipitazione il tratto che attraversa il ponte si ritrova ad essere allagato con conseguente intralcio alla circolazione. Nello stesso tempo il ristagno dell'acqua sul ponte sta lesionando la struttura. Tale inconveniente, secondo Rosano, è dato dal fatto che ogni volta che si interviene sul manto stradale si aggiunge asfalto su asfalto e questo ha causato l'otturamento degli sbocchi di deflusso dell'acqua piovana. «Dopo continue segnalazioni e dopo essermi recato personalmente alla Provincia per chiedere un sopralluogo, i tecnici sono arrivati"», ma il problema secondo Rosano, è sempre il solito: «La risposta dei tecnici della Provincia è stata che saranno presi i provvedimenti necessari. Ma a distanza di qualche anno questi provvedimenti ancora non ci sono stati». Ed è proprio questo che diversi cittadini lamentano: la mancanza di interventi strutturali e duraturi per far fronte ad eventuali calamità naturali come il nubifragio dei giorni scorsi. Se perdura questa situazione, sia sotto che sopra il ponte" conclude Rosano, «lo stesso è destinato a cedere e diventare soltanto un cumulo di macerie». Intanto, dopo la richiesta alla Regione da parte del presidente della Provincia, Francesco De Nisi, si attende lo "stato di calamità naturale".

Giuseppe Parrucci

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