Il disastro nell'entroterra

Acquaro, Dasà, Arena, Dinami e Gerocarne in ginocchio dopo il nubifragio di mercoledì.

Calabria Ora dell'8 Novembre 2008

I gravi danni riscontrati nei centri di Acquaro, Dasà, Arena, Dinami e Gerocarne, in seguito al devastante nubifragio verificatosi nella serata di mercoledì scorso, hanno indotto il presidente della giunta provinciale Francesco De Nisi a sollecitare il governo centrale affinché, dichiarando lo «stato di calamità», adotti misure straordinarie per assicurare il ritorno alla normalità nelle aree disastrate.

Quello che si è abbattuto sui centri dell'entroterra è stato un evento rovinoso, che d'improvviso, in circa quattro ore, ha mandato giù una spaventosa quantità d'acqua, la cui portata, attestata dagli esperti dell'Ufficio tecnico provinciale in 145 mm, ha fatto temere una catastrofe simile a quella che il 3 luglio 2006 travolse le frazioni costiere di Vibo Valentia. Allora il livello delle precipitazioni si attestò a 199 mm in appena due ore, provocando la morte del piccolo Salvatore Gaglioti e delle guardie giurate Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, oltre che danni, a infrastrutture, imprese e abitazioni, per circa 200 milioni di euro. A comunicare la determinazione assunta dalla Provincia è stato il sindaco di Acquaro, Domenico Scarmozzino, al quale la notizia è stata comunicata dal presidente del consiglio provinciale Giuseppe Barilaro. Ma c'è di più. Sempre secondo quanto dichiarato dal primo cittadino di Acquaro (uno dei centri che ha registrato i maggiori danni, specie nelle sue frazioni montane), Barilaro - così come aveva detto nel "the day after" -, si sarebbe già mosso presso i competenti organi della Regione portando alla loro attenzione il grave stato di disagio in cui versano i comuni in seguito al nubifragio e ottenendo le opportune rassicurazioni. La Regione, infatti, si sarebbe impegnata a sostenere la fase emergenziale, sollecitando il governo centrale affinché decreti lo stato di calamità, oltre che per i centri del Vibonese, anche per tutti gli altri comuni calabresi travolti, nella giornata di mercoledì, dall'impressionante fenomeno meteorologico. «Inoltre - ha riferito il sindaco Scarmozzino a Calabria Ora - il presidente Barilaro, che si sta impegnando per cercare di arrivare a capo della situazione venutasi a creare, mi ha dato incarico, in quanto promotore della "task force" messa a punto giovedì in municipio con gli altri sindaci, di svolgere la funzione di sollecito e coordinamento dei miei colleghi affinché adempiano celermente alla quantificazione dei danni ed alle procedure necessarie a fare in modo che, riconosciuto l'imprescindibile stato di calamità, sia tutto pronto per ricevere gli aiuti che il governo stanzierà a favore degli enti calamitati. È necessario - ha proseguito Scarmozzino - agire rapidamente per ristabilire lo status ante alluvione, impedendo che il verificarsi di altre probabili precipitazioni produca ulteriori danni o altre spiacevoli peggiori conseguenze». A due giorni dalla nuova alluvione, nonostante la costante presenza degli operai mandati dalla Provincia, che anche per tutta la mattinata di ieri hanno lavorato con i mezzi meccanici per sgomberare le strade principali dai detriti dell'acqua torrenziale, ancora tanti sono i disagi che si trovano a dover affrontare gli automobilisti, mentre diverse strade secondarie, soprattutto conducenti alle frazioni montane, risultano pressoché impraticabili e provocando gravi difficoltà a numerosi cittadini che risultano quasi isolati. «Per questo occorre essere rapidi - ha proseguito Domenico Scarmozzino - per riconsegnare ai tanti che si trovano in uno stato di disagio le condizioni dignitose di vita perse in seguito all'alluvione». Quindi, la chiosa: «In passato si è più volte assistito, purtroppo, a ritardi di "biblica" memoria nell'erogazione degli aiuti utili a far fronte alle conseguenze di eventi del genere. Farò, anzi, faremo di tutto affinché in tale circostanza ci sia speditezza, in quanto è necessario, vitale, porre immediato rimedio ad una situazione che è di vera e propria emergenza, i cui risultati sono un rischio persistente per l'incolumità dei cittadini che io pretendo siano tutelati».

Valerio Colaci

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