Inferno d'acqua nell'Alto Mesima

Allagamenti e disagi.

Il Quotidiano del 7 Novembre 2008

Sono stati momenti pieni di paura, quelli trascorsi nella notte tra mercoledì e ieri, a causa del nubifragio che violento si è abbattuto sulla zona dell'entroterra vibonese che comprende i comuni di Acquaro, Arena, Dasà, Dinami e che ha provocato notevoli danni. Un'incessante pioggia "a cascata" che si è rovesciata per più di tre ore, accompagnata da tuoni e fulmini che illuminavano il cielo buio della notte.

Momenti quasi di terrore in particolar modo per gli abitanti di Acquaro dove, in poco tempo, la pioggia ha trasformato le strade in fiumi di acqua che neanche le canalizzazioni sono riuscite a contenere. La paura è stata maggiore per coloro i quali si faceva vivo il ricordo dell'alluvione del 1959 quando un improvviso nubifragio notturno ha quasi distrutto l'intero centro abitato. Cumuli di terra e pietre, era la scena che si presentava ieri mattina agli occhi degli acquaresi, riversati dalle colline che circondano il piccolo paese e in particolare da "Malamotta" che sembrava quasi sgretolarsi al suolo. Le zone maggiormente colpite, infatti, sono state quelle ai piedi della collina anzidetta che in poco tempo sono state ricoperte dalla melma di fango e pietre che l'acqua trascinava con sé. I segni del violento nubifragio erano evidenti, dove più e dove meno, in tutto il paese: anche la pavimentazione, in cubetti di porfido, di Piazza Matrice. Nella notte ad Acquaro è stato è stata divelta. necessario anche l'intervento dei Vigili del Fuoco in quanto in alcuni punti del paese l'acqua aveva raggiunto un livello notevole fino ad entrare in alcune abitazioni e nei locali di alcune attività commerciali provocando seri danni. Per tutta la notte il fiume Amello, che attraversa il centro del paese, ha fatto sentire la sua impetuosa piena di acqua che rotolava lungo il percorso grossi macigni e rami di alberi. La furia del torrente ha anche portato con se interi appezzamenti di terreno destinati alla piccola agricoltura. Ad essere colpita dal nubifragio anche la frazione Piani dove si sono registrati notevoli danni alle coltivazioni nonché al manto stradale in diverse contrade. Fortunatamente non si sono registrati danni a persone che tra l'altro per tutta la notte sono rimasti vigili e in allerta. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Domenico Scarmozzino, dal canto suo, si è subito attivata gia dalle prime ore del mattino per far ripulire le strade interne dalla melma che si era accumulata e per chiedere lo stato di emergenza. Allertati dal primo cittadino sono giunti al Comune anche diversi tecnici dell'amministrazione provinciale e della protezione civile nonché vari rappresentanti politici tra i quali il vice presidente della Provincia, Giuseppe Barbuto, il presidente del Consiglio Giuseppe Barilaro e il consigliere provinciale Nicola Crupi. Per tutta la mattinata di ieri diversi operai sono stati impegnati nel rimuovere i detriti accumulati durante la notte lungo le strade, mentre per ripulire Piazza "G. Marconi" dall'enorme accumulo di fango che stava creando un notevole intralciato e pericolo alla circolazione dei veicoli stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. Simile situazione si è verificata nel comune di Arena e in particolare nella frazione montana che è rimasta quasi paralizzata e isolata. Infatti, secondo quanto dichiarato dal sindaco Giosuele Schinella, diversi abitanti della frazione Piani di Arena non sono riusciti a far rientro a casa per le condizioni in cui le strade di circolazione sono state ridotte dal fango trasportato dall'abbondante pioggia. Di conseguenza pare che gli stessi siano stati costretti a passare la notte nelle proprie autovetture. Ma anche Arena centro, in un certo senso, è stata isolata fino a tarda mattinata, quando una frana di notevoli dimensioni è stata rimossa dalla strada provinciale che da Dasà porta a Serra San Bruno e che rappresenta l'unico punto di accesso al paese. Diversi sono stati anche gli allagamenti in case private e gli accumuli di fango lungo le strade interne che comunque durante la stessa mattinata sono state ripuliti. Situazione tranquilla e nella norma invece a Dasà dove, secondo quanto dichiarato dal primo cittadino Gabriele Corrado, non si sono registrati notevoli danni e tanto meno intralci alla circolazione. Qualche spiacevole allegamento si è verificato anche nel territorio di Dinami mentre vari danni e disagi si sono verificati nella frazione Monsoreto e nella zona di Boscoreggio. Il peggio sembra essere passato, ma tra la gente dopo la paura, resta la rabbia.

Giuseppe Parrucci

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