Malamotta va in fiamme

A impedire il peggio i vigili del fuoco e la forestale.

Calabria Ora dell'11 Maggio 2008

Ci risiamo. Ancora la stagione estiva è di là d'arrivare e già la nostra bella e preziosa macchia mediterranea subisce le prime catastrofiche minacce derivanti dagli incendi, che offrono sempre più spesso spettacoli di una mostruosità indescrivibile. Uno di questi, nel pomeriggio di venerdì, ha interessato la collina di Malamotta, una delle 7 che circondano il centro abitato di Acquaro.

Una collina particolarmente cara gli abitanti del piccolo centro delle Serre, in quanto avvolta da una singolare leggenda popolare. Vuole, infatti, la tradizione, che molto tempo fa, alcuni briganti che avevano saccheggiato una chiesa, si siano recati presso un signore d'Acquaro per piazzare la refurtiva. Questi rifiutò l'offerta ed allora i malfattori decisero di portarsi proprio a Malamotta per dividersi il bottino, il quale comprendeva anche un crocifisso. Sullo spiazzo di terreno su cui la sacra reliquia venne spartita, da quel giorno non cresce più nemmeno un ciuffo d'erba. Il solo pezzo di montagna che si è salvato dalla furia impietosa delle fiamme. Il resto è stato risucchiato dalle lingue di fuoco partite da alcuni terreni posti ai piedi dell'altura e divenute immediatamente altissime, lambendo minacciosamente alcune abitazioni e distruggendo, con una rapidità impressionante, alberi, anche di varietà protette. Così, sul colore verde della vita è calato un cupo ed impietoso sipario nero fatto di cenere, il quale ha annientato in un istante, anni ed anni di lavoro compiuti da madre natura per realizzare quel meraviglioso scenario. Il fuoco ha anche creato diversi disaggi derivanti dall'acre fumo disseminatosi nell'atmosfera e dalla fuliggine che si è depositata un po' ovunque. Allertati da diversi cittadini, sul luogo sono intervenuti, con un po' di ritardo dovuto probabilmente a motivi logistici di distanza, un'autocisterna dei Vigili del fuoco che è dovuta scendere diverse volte dalla collina in paese a far rifornimento d'acqua dalla vasca della fontana del Nettuno ed una pattuglia della forestale che ha coadiuvato i vigili in un estenuante lavoro durato diverse ore e che ha impedito al rogo di creare ulteriori danni alle abitazioni, coltivazioni e vegetazione. Ora la speranza è che quello di venerdì sia solo un'infelice parentesi e non rappresenti la premessa per un'estate come quella dello scorso anno quando, in tutta la regione, ettari ed ettari di bosco sono andati letteralmente in fumo.

Valerio Colaci

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