Il canto dell'anima, nuovo libro di Rocco Rottura

In uscita la raccolta di poesie dello studioso di Acquaro edita dalla Sudgrafica.

Calabria Ora del 25 Agosto 2007

Dopo "Foglie al vento", del 2001, Rocco Rottura offre al pubblico una nuova raccolta in versi dal titolo "Il canto dell'anima", edito dalla Sudgrafica di Davoli Marina, con la prefazione di Don Umberto Muratore, direttore del Centro studi rosminiani di Stresa (VB).

L'autore, nato ad Acquaro, di cui è stato sindaco e dove vive con la moglie e due figlie, con questa nuova opera intraprende un viaggio nelle sinuosità dell'anima, cantando di essa ciò che un uomo maturo della sua età riesce ad intonare, perché "l'anima - come dice don Umberto nel suo proemio citando Eraclito - è immensa, e di lei si può cantare solo ciò di cui la vita di ognuno l'ha riempita". Rottura, nelle sue poesie, cerca d'inseguire e carpire le componenti più importanti e profonde del mondo terreno, prestando attenzione alla voce delle bellezze della sua terra. Ma, durante il suo viaggio nella notte e nel mistero del mondo, interrogandosi sul loro senso e prendendo coscienza del loro dissolversi inesorabile nel temo, rimane in una sorta di disorientata solitudine realista, perché i suoi quesiti, apparentemente, non trovano risposta. La sua è quindi un'esplorazione nell'intimo dell'uomo contemporaneo maturo, dimenantesi tra la sfuggevolezza del passeggero e la consapevolezza del protendere verso culmini più assoluti. In ogni poesia di Rocco Rottura si svelano, dunque, la tristezza e la nostalgia, inseparabili compagne dell'uomo, mitigate dall'appiglio alle speranze della vita, soprattutto agli affetti più cari che, oasi nel deserto di ogni esistenza, strappano l'uomo alla morte. In tale prospettiva, il suo canto di tristezza, in un'interminabile notte che cinge nel suo grembo la mestizia del giorno passato, rappresenta sempre l'eco del desiderio di un nuovo giorno che si affaccia sul sentiero della vita, spazzando via l'ombra del buio con una nuova alba di fiducia. Un'infelicità, dunque, che pare pronta a rivedersi quando, dal buio della notte, viene partorito un giorno sempre fresco, pronto a sussurrare alle tenebre il risveglio della terra. "Ed allora l'uomo, librandosi su ali d'aquila, s'indirizzerà verso nuovi cieli e nuove terre, con l'anima pronta a nuovi canti". Un augurio che don Umberto Muratore rivolge all'autore, prospettando la prossima pubblicazione di un terzo volume come necessaria evoluzione dei due precedenti.

Valerio Colaci

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