Luzzi, un maestro di bottega

I suoi lavori artigianali rimarranno esposti al pubblico fino a domani sera.

Calabria Ora del 18 Agosto 2007

Accolta nei locali del club Juventus, in via provinciale, è aperta al pubblico dal 16 agosto, la mostra dei lavori artigianali realizzati da mastro Peppino Luzzi. Frutto di una passione che gli è stata trasmessa dal padre, fondatore, nel 1910, della stessa falegnameria in cui mastro Peppino, alla bell'età di 76 anni, ancora oggi opera, i lavori sono realizzati completamente a mano, con grande pazienza e con antichi strumenti da lui stesso ha costruiti e che si caratterizzano per una precisione pari a quella degli attrezzi moderni.

Il risultato che ne viene fuori è sorprendente ed i lavori, per ognuno dei quali sono occorsi mesi d'impegno, faticando anche fino a notte inoltrata, sono delle vere e proprie opere d'arte. Si tratta, prevalentemente, di macchine con cui i nostri antenati si davano da fare per guadagnarsi il pane, lavorando i frutti della terra, fedelmente riprodotte in scala e perfettamente funzionanti, attraverso un serie di ingranaggi che lo stesso mastro Peppino ha duplicato, facendo esclusivo riferimento alla memoria della sua fanciullezza. Ma anche di giochi con cui si divertivano, con semplicità, i bambini e di altri oggetti d'uso quotidiano. Si può ammirare un antico frantoio, con tanto di fornace, presse, azionate da viti senza fine, barilotti e ruota porzana che, fatta girare, un tempo, dall'acqua corrente di un fiume, metteva in moto tutta un'apparecchiatura che azionava le ruote di pietra atte alla macina delle olive. Un'arcaica segheria, dove venivano tagliati in lungo i tronchi d'albero, per ottenere le assi di legno necessarie per la costruzione di mobili. Ed ancora, il telaio, dove filavano le nostre nonne, il mulino per la macina dei cereali, i "piruaci, le antenate delle odierne trottole, i "carici", strumenti che, fatti roteare, soprattutto nel periodo di Pasqua, producevano un rumore indiavolato, tormento per le orecchie degli adulti. E tanti altri frammenti di passato che lui, una vita trascorsa a lavorare per gli altri, ha realizzato al fine di mantenere viva la memoria del tempo che fu nelle nuove generazioni e che è possibile ammirare, ingresso libero, fino alle 24 di domenica 19, attraverso la spiegazione del loro funzionamento da parte dello stesso ideatore che le mostrerà in azione, facendo rivivere la dimensione di un passato che non c'è più.

Valerio Colaci

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