Ci vorrà tempo per il ripristino

Acquaro, la frazione di Limpidi alle prese con l'emergenza maltempo.

Calabria Ora del 10 Novembre 2010

L'impressione è che ci voglia ancora tempo. Tanto tempo, affinché a Limpidi, piccola frazione di Acquaro, si torni alla normalità. Ciò, nonostante continuino incessanti i lavori da parte dei mezzi dalla Provincia e degli operai Lpu che da una settimana sono impegnati a rimuovere il materiale venuto giù con la frana del 2 novembre.

Liberata, infatti, da fango, terra ed alberi la strada provinciale nel punto in cui attraversa il centro abitato, adesso i lavori proseguono nei vicoletti dove, a causa degli spazi ristretti, sono impegnate una mini moto pala ed un mini escavatore. Successivamente, dicono gli addetti ai lavori, sarà necessario il lavoro umano a colpi di un'altra pala, quella manuale e di un altro combustibile, l'olio di gomito. Volendo fare una previsione approssimativa, almeno per un'altra settimana. Lavoro che sarà eseguito dagli operai Lpu, messi a disposizione dal sindaco Giuseppe Barilaro, come conferma l'assessore Michele Rosano. Il tutto mentre ancora è in vigore l'ordinanza di sgombero emessa dal primo cittadino nelle ore immediatamente successive alla frana, che interessa ben 7 famiglie ospitate da parenti e amici. Il problema principale, però, seppur incombente non è la rimozione del materiale ma la messa in sicurezza del costone, come confermato dalla preoccupazione espressa dai cittadini che abitano nelle immediate adiacenze. È il caso del proprietario di una della abitazioni maggiormente interessate dallo smottamento, Gennaro Luzza, il quale, ringraziando Comune e Provincia per gli immediati interventi, fa appello affinché «si prendano seri provvedimenti per il costone che si trova in uno stato di precarietà estrema». Stesso discorso e stessi ringraziamenti da parte di Pietro De Lorenzo, la cui abitazione risulterebbe ancora minacciata da un grosso masso e da una grande radice di ulivo in bilico su un'altra parte della stessa collina, posta a monte della costruzione. Tornando al versante principale della frana, questa ha portato giù anche una parte del grosso muro di contenimento in pietra, mostrando chiaramente l'estrema precarietà dell'intera montagna che continua a minacciare l'abitato, potendo verosimilmente cedere anche alla minima precipitazione d'acqua. E questo è chiaramente visibile. Secondo quanto appreso dall'assessore Rosano, però, nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo da parte di alcuni tecnici del dipartimento regionale di Protezione civile, i quali hanno realizzato alcuni video e foto per poter meglio studiare il caso ed intervenire con provvedimenti adeguati. Ma, guardando all'evidente ed estremo stato di precaria stabilità in cui si trova il costone (le piogge dei giorni scorsi hanno determinato ulteriori, piccoli, cedimenti), ed alle previsioni del tempo che "minacciano" costante maltempo, la domanda che ci si pone è: quanto durerà tale studio? Si spera che la risposta arrivi prima che venga giù tutto.

Valerio Colaci

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Commenti   

paolo
# paolo 2010-11-11 15:07
E' un vero scandalo che da 10 anni (10 anni!!!!!!) ancora non si sia provveduto a mettere in sicurezza l'area in questione. Si aspetta solo che qualcuno rimanga sotto le frane...
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