L'addio al nonno di Acquaro

La comunità pronta a salutare l'ultra centenario Nino Galati.

Calabria Ora dell'8 Gennaio 2011

Arriva un tempo a partire dal quale il peso delle candeline da spegnere diviene affannoso e pesante. Specialmente quando queste superano le cento, ognuna di esse rappresenta un immane carico di esperienze, gioie e dolori e sofferenze, sogni rimasti nel cassetto e realizzati. Affanni ed acciacchi che, accumulandosi, divengono più dei momenti di serenità e consumano.

Fino al giorno in cui l'anima emette l'ultimo alito e si libra leggera nell'etere, diretta verso chissà dove, lasciando a terra il peso di un corpo che ha esaurito il suo ciclo vitale e la sua funzione nel mondo. È stato così anche per Antonino Galati, classe 1908, che, all'avvio del centotreesimo anno di esistenza, non senza poter dire di aver vissuto certamente una vita intensa e piena, si congeda da essa, lasciando che l'interminabile sequela naturale delle cose segua il suo umano corso. Era il mese di dicembre del 2008 quando, durante una cerimonia cui partecipò gran parte della popolazione, e l'allora amministrazione comunale di Domenico Scarmozzino, che gli consegnò una targa commemorativa, nonno Nino Galati, classe 1908, festeggiava l'ambito, raro, traguardo del secolo di vita. Una vita, dedicata alla famiglia ed al lavoro, durante la quale Antonino Galati, ultimo di 7 figli, ha fatto ogni tipo di sacrificio per portare avanti la famiglia, affiancato dalla moglie Raffaella che per ben 70 anni, sino all'ultimo, gli è stata accanto. Ultima, tra le tante occupazioni, svolta fino a pochi anni fa, finché la salute glielo ha permesso, quella di falegname, che gli costò 2 gravissimi incidenti in cui rischiò quasi la vita. È impossibile solo immaginare quanti e quali ricordi convivano nella mente di chi ha attraversato il secolo. Certamente la maggior parte devono essere stati piacevoli. Ma chissà quante volte gli si sarà accapponata la pelle ripensando al periodo della guerra. Ripensando a quando, ancora giovane, combatté nel battaglione speciale istituito da Mussolini in Etiopia per la conquista del famoso ed imperialistico, quanto utopistico, "posto al sole" africano. E, certamente, più di un incubo ebbe richiamando alla mente quel giorno in cui, a seguito di un attacco di ribelli, vide cadere morto ai suoi piedi un commilitone, un paesano. Lui, per fortuna, se la cavò ma, nella stessa circostanza, venne colpito da un proiettile ad una mano che gli tranciò di netto alcune falangi. Ora, dopo cotanto lungo peregrinare, riposa in pace. Giovedì ha spento un'altra candelina. L'ultima. Stasera la comunità lo saluterà nella chiesa evangelista di Acquaro.

Valerio Colaci

Ritaglio dell'articolo

Lock full review www.8betting.co.uk 888 Bookmaker

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più leggi la Cookie Policy.