Benoit Manno si rialza e ora pensa alla sua terra

Dopo il ko di Torino il pugile acquarese sogna di combattere in Calabria per il nuovo titolo.

Calabria Ora del 22 Gennaio 2011

Se si cade da cavallo occorre risalire subito in sella. Con maggior grinta e vigore di prima. Altrimenti non lo si farà più. È una regola che vale nella vita, dove superare le difficoltà senza bloccarsi innanzi alle sconfitte che capitano nel percorso, equivale a farsi le ossa e crescere. È così anche nello sport.

È cosi nella boxe, disciplina in cui sta crescendo Benoit Manno, l'acquarese che, lo scorso 10 dicembre, a Torino, ha subito la prima sconfitta in carriera. Dopo un lungo processo di metabolizzazione e riflessione, si racconta. Ha capito che perdere fa parte del gioco. Ma occorre ripartire dalla sconfitta con maggiore serietà, per raggiungere più ambiti traguardi. Si rialza Benoit e riparte. Riparte da un ko, il primo in carriera, subito contro Michael Carrero, il nicaraguense che pure aveva sconfitto a marzo, allorquando azzardò un combattimento contro un avversario abissalmente più esperto. Esperienza che quest'altra volta ha prevalso, unitamente a tanti altri fattori. «Il mio avversario - confessa Manno - è stato più bravo di me, ma sono arrivato al match vuoto e stanco già prima di salire sul ring». Il motivo? «Ho organizzato da solo la manifestazione, affiancando all'allenamento due mesi tra trattative con gli sponsor, interviste, ricerca del palazzetto, accoppiamento pugili per gli incontri di contorno, ecc. Ciò ha amplificato stress e nervosismo che mi hanno scaricato. Il mio avversario lo ha capito prendendo la palla al balzo». Bisogna essere preparati e concentrati, e lui, evidentemente, non lo era, complice un lungo stop. «Non si va a combattere - confessa - contro uno come Carrero avendo alle spalle dieci mesi di inattività ed un solo incontro, oltretutto finito a metà della seconda ripresa». Di chi la principale colpa? «Io e il mio entourage abbiamo fatto tanti errori. Ma il pugile deve fare il pugile. L'organizzazione è del manager. Il mio procuratore, invece, ha fatto la parte di "Pilato", lasciando sulle mie spalle un carico che non mi competeva. È per questo - la naturale conclusione - che con il mio maestro Bruno Vottero abbiamo deciso di mollarlo per cercare un vero professionista che sappia fare il proprio lavoro» Ben fatto, e adesso? «Ho ricominciato ad allenarmi da una settimana perché voglio fare sul serio. Ho 28 anni e voglio vincere il titolo. Ora sono spuntate nuove prospettive. Il nuovo manager mi ha proposto tre match entro giugno ed il possibile titolo del mediterraneo in Calabria». Per quest'ultimo appuntamento, Benoit ha da tempo trovato sostegno nel sindaco di Vibo Nicola D'Agostino e nell'assessore allo sport Nicolino La Gamba, con cui rimane costantemente in contatto. Vuole combattere nella sua terra. Tra la sua gente. È il suo sogno. Ha 28 anni, ed una grande voglia di combattere e vincere. È ripartito Benoit. E lo ha fatto con maggior grinta.

Valerio Colaci

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