Crolla il crocifisso del '600

Era stato sistemato in chiesa in occasione dei riti di preparazione alla Pasqua.

Il Quotidiano dell'8 Aprile 2011

Nessuno poteva immaginare che quel crocifisso ligneo risalente al 1600 e che come ogni anno nel periodo quaresimale viene sistemato sull'altare maggiore della chiesa matrice potesse scaraventarsi al suolo rovinosamente. E' proprio quanto accaduto ieri nel piccolo centro dove la notizia si è sparsa a macchia d'olio suscitando notevole sgomento e nello stesso tempo disperazione.

A fare la spiacevole scoperta nel pomeriggio di ieri sono stati i ragazzi del coro parrocchiale che si erano dati appuntamento in chiesa per le prove settimanali dei canti. Una scena, quella che si sono trovata davanti, che ha lasciati tutti senza parole: il crocifisso era lì, ai piedi dell'altare distaccato dalla croce, senza mani e senza gambe; la croce di legno appoggiata sulla mensa; la corona di spine a un angolino del tavolo e il velo che faceva da sfondo alla statua copriva interamente il tabernacolo. Non hanno potuto fare altro, i giovani cantori, che allertare il parroco don Rosario Lamari e i suoi collaboratori che in un batter d'occhio sono giunti in chiesa. Inspiegabile a prima vista la rovinosa caduta del crocifisso, tant'è che si era avuto anche il sospetto che qualcuno avesse potuto farlo cadere apposta. Pertanto, il giovane parroco ha avvisato i carabinieri della stazione di Arena che guidati dal comandante Emanuele Stelluti e insieme al maresciallo Giuliano Prisco sono giunti sul posto. Sono stati gli stessi a verificare se vi siano state delle manomissioni alle vie d'accesso e cercare di capire la dinamica della caduta. Da quanto appreso si tratterebbe di una caduta fortuita della statua provocata dal cedimento della base lignea su cui poggiava il crocifisso. Disperazione, pianto e rabbia si leggeva nei volti di diversi fedeli che sono accorsi in chiesa non appena hanno appreso la triste novella. Nel contempo anche la superstizione aleggiava: «La caduta dei santi non è buona»; «chissà cosa accadrà nella nostra comunità». «Chissà se la caduta del crocifisso vuole essere un messaggio soprannaturale». Voci che il parroco don Lamari non ha esitato a far affievolire. «Sono solo superstizioni del passato. E' stato un fatto fortuito, spiacevole sì, ma che si può sempre verificare». Pertanto, ha invitato i fedeli «a stare tranquilli e a non correre dietro la superstizione. Se proprio vogliamo attribuire l'incidente a qualche segno divino questa è la dimostrazione che la passione di Cristo continua ancora ai nostri giorni a causa dei nostri peccati. L'incidente diventa, quindi, un chiaro invito alla conversione». In ogni caso dopo le feste pasquali «ci metteremo in moto per restaurarlo».
E' ovvio, comunque, che servirà il contributo di tutti, anche se c'è da dire che i fedeli acquaresi, per quanto riguarda l'ambito ecclesiastico, sono stati sempre molto generosi.
Intanto, fino alla tarda sera di ieri è proseguito il pellegrinaggio della gente di Acquaro alla chiesa. In molti, infatti, hanno voluto constatare di persona quello che era successo.

Giuseppe Parrucci

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