Acquaro, cade a terra il Crocifisso del '600

 

Calabria Ora dell'8 Aprile 2011

«Non è un buon segno, Padre nostro salvaci tu». È questo il commento prevalente del tanti fedeli, quasi tutto il paese, che ieri, con sentimenti al limite della disperazione, sono accorsi nella chiesa matrice di Acquaro appena appresa la notizia della caduta del crocifisso, pregevole opera lignea a grandezza naturale attribuita ad un ignoto scultore del '600, restaurata negli anni '70 dal sidernese Giuseppe Correale.

Incerta l'ora in cui il fatto è accaduto. Ad accorgersene, intorno alle 15:30, i ragazzi del coro che, recatisi nel luogo benedetto per le prove, hanno dato l'allarme. Accorso, il parroco, don Saro Lamari, ha immediatamente chiamato i carabinieri di Arena, i quali non avrebbero riscontrato dolo. L'opera sacra, in occasione del periodo quaresimale, era stata spostata dalla nicchia in cui normalmente è custodita per essere esposta maestosamente su un muretto dietro l'altare centrale, a circa 2 metri dal pavimento. Per cause ignote, la scultura è precipitata rovinosamente in avanti, sbattendo violentemente sull'antistante mensa sacra e spezzandosi in corrispondenza di mani e piedi, rimasti attaccati alla croce. Nei prossimi giorni si dovrebbe provvedere ad un accurato restauro. Ai tanti fedeli accorsi, alcuni con le lacrime agli occhi, è apparso strano il posizionamento che ha assunto l'icona del Cristo, che non è balzata in avanti come per logica si sarebbe indotti a pensare, bensì è rimasta dietro l'altare. Un'altra circostanza considerata anomala, e perciò, presagio di chissà quale cattiva premonizione, è il fatto che il drappo che si trovava dietro la croce, in maniera apparentemente inspiegabile, si è aperto andando a coprire tutto l'altare. Sulle paure dei fedeli, don Saro ha invitato a non diffondere inutili allarmismi poiché sono cose che possono succedere. «Se proprio si vuole attribuire un segno all'accaduto - le sue parole - si può interpretare come la passione di Cristo che continua a causa dei nostri peccati e, quindi, come un chiaro e rinnovato invito alla conversione».

Valerio Colaci

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Commenti   

Antonio Perugino
# Antonio Perugino 2011-04-09 20:34
Presagio, cattiva premonizione!!! Ma qualche vite in più?
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