Acquaro, attesa per il restauro del Crocifisso caduto in chiesa

 

Calabria Ora del 12 Aprile 2011

Lenito il senso di dispiacere seguente alla caduta del crocifisso ligneo, ad Acquaro cresce l'attesa per il suo restauro, per cui si è mobilitata anche l'amministrazione comunale. Inutile sottolineare lo scoramento che ha pervaso anche molti emigrati che, appresa la notizia via web, vedendo le foto dell'opera danneggiata, hanno esposto il loro dolore, riportando i ricordi legati alla Pasqua del passato, quando quel Cristo veniva utilizzato per la rappresentazione sacra dell'agonia.

L'invito a non pensare a cattivi presagi è giunto dal parroco don Saro Lamari, per il quale il fatto va interpretato come «la continuazione della passione di Cristo per i nostri peccati». Al di là di superstizioni, forse un segno la caduta lo ha dato. Sotto l'aspetto artistico, è innegabile la buona fattura dell'opera, di una bellezza che colpisce. Inoltre, si tratta di una scultura seicentesca, circostanza che le dà maggior pregio come bene di un certo valore, oltreché come icona universale di fede. Ora, le rotture conseguenti alla caduta, in corrispondenza delle caviglie, hanno evidenziato un grave stato di deterioramento, poiché all'interno il legno è consumato dal tarlo. Quindi, l'episodio, in sé negativo, ha permesso di accorgersene, rilevando la necessità di un indispensabile intervento di recupero per salvare il Cristo prima che fosse troppo tardi. Sull'argomento abbiamo sentito il parere di un esperto in conservazione dei beni culturali, Franco Luzza, rimasto letteralmente rapito innanzi a cotanta raffinatezza. Luzza ha confermato, a parer suo, l'origine seicentesca dell'opera, vedendo in quel volto lo stile proprio dell'ordine francescano, che privilegia l'aspetto realista e della passione del Cristo, esplicantesi in un Gesù che sembra quasi dormiente, con un'espressione allo stesso tempo di profondo dolore, unito ad una certa serenità che penetra l'animo del fedele osservatore. Quanto agli aspetti tecnici, Luzza ritiene necessario un restauro conservativo, con preliminare trattamento antitarlo seguito da un consolidamento con resine specifiche che consolidino il legno. A seguire si procederà alla giunzione, con viti di legno, delle parti distaccatesi. Quindi occorrerà un'accurata pulitura e l'eventuale ripristino delle pitture originarie, rimuovendo quelle sovrappostesi durante i vari restauri. Il tutto, solo dopo la presentazione di un progetto in tal senso alla Sovrintendenza per i beni culturali che dovrà dare l'ok. Sei o sette mesi di lavoro e gli acquaresi riavranno il loro crocefisso completamente ripristinato da ammirare nella sua teca accanto al resto del trittico.

Valerio Colaci

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