Per conoscere la Sindone

Ad Acquaro una copia del lenzuolo che avvolse il Cristo.

Calabria Ora del 19 Aprile 2011

Rimarrà disponibile all'adorazione dei fedeli fino al prossimo venerdì, la copia della Sacra sindone, il lenzuolo che, la fede vuole, avvolse il corpo del Cristo. Si tratta di una fedele fotocopia riprodotta dall'originale dopo il restauro avvenuto nel 2002, a grandezza naturale, proveniente direttamente da Torino, dalla cui diocesi la copia è stata autenticata.

Ad accompagnarla don Alessandro Castagnaro, paolino proveniente da Roma, profondo e appassionato conoscitore della sacra reliquia. «Si tratta - ha specificato - di una copia che gira per le parrocchie a fare catechesi. È un'occasione che giudico molto importante per la fede, perché ritengo che la Sindone rappresenti l'unico vangelo scritto personalmente da Gesù attraverso il suo corpo, ed è testimonianza della passione, morte e resurrezione del Cristo. Essa è un grande lenzuolo funerario, impossibile da costruire in laboratorio, anche con le tecnologie di cui oggi disponiamo». A volere la reliquia ad Acquaro è stato il parroco, don Saro Lamari, come opportunità per la comunità cristiana acquarese, soprattutto durante la settimana santa. La presenza della reliquia, prevede 2 interessanti incontri con i fedeli, uno dei quali svoltosi domenica sera. In esso, don Alessandro Castagnaro, aiutandosi con esempi pratici e con la proiezione di slide, ha fornito una lunga e minuziosa spiegazione sul più piccolo dei dettagli che riguardano il lenzuolo funebre. Il risultato è stato un vero e proprio invito a riflettere sull'interpretazione della Sindone, per comprenderla e confrontarla con la parola del vangelo. Partendo dalla confutazione dei risultati delle analisi al carbonio 14, che la daterebbero intorno al 1200/1300, don Alessandro ha riportato varie circostanze e diversi fatti (tipo di cuciture, presenza in un codice del 1100 ed altro) che ne documentano l'esistenza prima di quelle date. Don Castagnaro ha poi spiegato le caratteristiche e la ragione di ognuno dei segni presenti sulla stoffa, come le visibili tracce lasciate da alcuni incendi, da cui si è appreso come la tela è stata raccolta e conservata, o le macchie lasciate da alcune colate di cera, che testimonierebbero il fatto che la Sindone sia stata custodita dai templari. Dettagliata anche la spiegazione del girovagare del lenzuolo per il mondo, prima che i Savoia la portassero a Torino e la spiegazione, punto per punto, delle macchie di sangue che formano la figura di Gesù, che svelano molti particolari (corona di spine a casco e non circolare, chiodi nei polsi e non nel palmo delle mani). Tutto questo non poteva non stimolare il dibattito. Il prossimo appuntamento è per questa sera in chiesa, dove don Alessandro sarà lieto di accogliere tutti coloro i quali fossero interessati.

Valerio Colaci

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