La comunità di Acquaro contesta il provvedimento

Il sindaco Giuseppe Barilaro ha incontrato i cittadini in un consiglio comunale straordinario per illustrare il piano che «penalizza il paese».

Il Quotidiano del 28 Agosto 2011

Amministrazione comunale e cittadini di Acquaro uniti saldamente nella protesta contro l'ipotesi di smantellamento della postazione locale di guardia medica.

Questo quanto è emerso a conclusione di un incontro straordinario tenutosi venerdì nella sala consiliare prima che andasse in onda la prevista seduta del consiglio comunale. C'è, dunque, piena corrispondenza di intenti tra il sindaco Giuseppe Barilaro e la gente di Acquaro, dove la notizia del taglio della guardia medica ha provocato apprensione e rabbia. In un certo senso, nei locali del Comune si è rivista la stessa mobilitazione di anni addietro,quando si voleva costruire in paese una centrale idroelettrica, progetto poi definitivamente tramontato. Se tempestiva era stata nelle ore precedenti la reazione del primo cittadino, Giuseppe Barilaro, rendendo dichiarazioni di fuoco, nel corso di un incontro a Vibo, contro il provvedimento reso noto dalla Commissione straordinaria dell'Asp, ed attuato nell'ambito del piano di rientro, altrettanto decisa è stata la volontà dei cittadini di Acquaro, accorsi a centinaia, i quali oltre a confermare di avere fiducia nel loro sindaco, hanno assicurato di intraprendere, se necessario, la marcia della protesta senza fermarsi. «Andremo a manifestare la rabbia e tutto lo sconcerto - hanno gridato - anche fino a Roma». Il sindaco, incassando la fiducia della gente, ha rinviato a lunedì prossimo ogni squillo di tromba. «Stasera sarà approvata una delibera di dissenso. Lunedì insieme ad altri sindaci andrò a protestare davanti alla sede dell'Asp. Chiederemo un impegno a Scopelliti. Se l'iniziativa dovesse fallire, da parte mia non escludo che possa dimettermi. Comunque, la battaglia si dovrà farla insieme». L'intervento di Barilaro è stato sottolineato dal folto pubblico con una chiara manifestazione di solidarietà e unità. «Vogliamo - hanno sentenziato - conoscere i criteri che hanno portato a questa scelta. Mi dovranno spiegare come mai il Comune di Dinami, contro il quale non solleviamo alcuna critica, sia ben chiaro, mantiene la postazione di Guardia medica. In questo caso si è trovato l'escamotage delle due frazioni. Perché - ha sbottato Barilaro - forse il Comune di Acquaro non ha due frazioni, Limpidi e Piani, quest'ultima pure di montagna?». Acquaro è abitato per lo più da anziani, che in molti casi vivono da soli. I centri delle aree interne - il paese è tra questi - sono serviti da una rete viaria carente. La postazione di G.M. ha rappresentato sempre un minimo di risposta sanitaria presente in un territorio assai mortificato. Nel caso specifico di Acquaro, i quattro medici che operano all'interno della postazione ubicata a ridosso di Corso Umberto, sono sottoposti ad un lavoro continuo e delicato, dovendo affrontare ogni volta situazioni per così dire "più semplici" ma anche risolvere casi gravi quali, ad esempio, crisi respiratorie acute, crisi ipertensive, edema polmonare acuto, crisi iper o ipoglicemiche in pazienti assai a rischio di sopravvivenza, coliche, persino suture. Per loro arriva in cambio tanta mortificazione e, forse, anche lo spettro della disoccupazione. Anche sotto questi aspetti si è sviluppato il disappunto del sindaco Giuseppe Barilaro che ha scagliato alcune frecciate all'indirizzo della Commissione straordinaria dell'Asp e dello stesso governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Nel merito, ha criticato le delibere 940 e 941 licenziate dai commissari che, sia pure muovendosi nell'ambito del piano di rientro, di fatto hanno ridotto a "ospizio" l'ospedale di Serra e ridimensionato alquanto gli ospedali di Tropea e Soriano. Due delibere "passate" anche grazie all'assenso del governatore Scopelliti. «Di fatto siamo rimasti - ha commentato Barilaro - senza ospedali in grado di dare risposte. La Regione - ha aggiunto - ha delle responsabilità pesanti nei confronti di questo territorio». Il sindaco di Acquaro ha puntato l'indice anche contro chi doveva dare aiuto e collaborare con i sindaci: «Nessuno si è visto in questi giorni a battagliare. Noi sindaci siamo rimasti soli. Per tutto il mese di agosto ci siamo riuniti per accendere subito l'attenzione sui pericoli delle delibere 940 e 941». E mentre ha sentito il dovere di ringraziare il prefetto di Vibo, Luisa Latella, «per la grande sensibilità e capacità nell'affrontare ogni problematica», Barilaro ha ricordato le fasi (a proposito ha sottolineato di essere stato delegato dal distretto di Serra a mantenere i rapporti con i Commissari, e «perciò non dica qualche male informato - ha voluto evidenziare - che non mi sto impegnando») degli incontri per scongiurare il pericolo che già faceva capolino. «Il 13 agosto siamo stati ricevuti dal prefetto ed abbiamo rappresentato le criticità delle due citate delibere dei Commissari. In un successivo incontro, al quale è intervenuto uno dei commissari, ho capito che si stava perdendo tempo». Infine, Barilaro, sulla riunione tenutasi sempre a Vibo il 25 agosto scorso, ha eccepito che «su 50 Comuni sono stati invitati soltanto 18. Acquaro era escluso, ma io ci sono andatolo stesso. Lì ho manifestato tutto il mio dissenso, anche la mia rabbia. Avevo capito che, di fronte ad un foglietto contenente il nuovo assetto delle guardie mediche, non c'era alcun margine di confronto. Per questo ho convocato questa riunione straordinaria, sconvolgendo l'ordine del giorno del Consiglio».

Nando Scarmozzino

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Commenti   

Anna Maria Chiapparo
# Anna Maria Chiapparo 2011-08-29 15:49
Nelle zone come la nostra, lontana dagli ospedali, le guardie mediche dovrebbero essere potenziate piuttosto che eliminate. Dovrebbero essere dei piccoli pronto soccorso...semp licemente assurdo!
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