L'appello ai politici: «Puntate sui valori etici»

Il presule accolto con scroscianti applausi dal consiglio comunale riunito dal sindaco Barilaro.

Il Quotidiano del 30 Novembre 2011

Prima della conclusione della sua visita pastorale alla comunità, monsignor Luigi Renzo, nella sala consiliare, ha incontrato il sindaco Giuseppe Barilaro e l'amministrazione comunale.

Nell'accogliere e nel porgere il benvenuto all'alto prelato, Barilaro, ha sottolineato, che «è davvero un motivo di compiacimento e di gioia il valore di questo evento». Si è poi soffermato sulle difficoltà vissute dal paese in questi ultimi anni «e non solo perché vi è una crisi imperante, ma anche perchè il tessuto sociale di ogni comunità è stato negli anni caratterizzato da vicende politiche e non, che ne hanno frammentato la sua struttura». In considerazione di ciò «chi viene chiamato a guidare la comunità, deve affrontare le diaspore che il passato ci consegna. Credo pertanto - ha proseguito il primo cittadino - che è dato mandato a tutti noi di lavorare per cucire le lacerazioni all'interno delle nostre comunità specie in questo entroterra vibonese dilaniato, non solo dalle contraddizioni e dai ritardi storici, ma anche e soprattutto dalla non possibilità di rispondere ai mille problemi occupazionali, sociali, ambientali che ci troviamo quotidianamente ad affrontare». Una situazione di «continua emergenza che non ci consente di programmare e progettare». È necessaria pertanto una riflessione forte che tenga conto che «il benessere materiale non può esserci se non vi è un benessere spirituale all'interno di una comunità». L'auspicio conclusivo di Barilaro è «che la sua venuta possa davvero far risplendere sul cielo della nostra comunità un arcobaleno che sia foriero di mille cose buone e positive, non solo per la nostra comunità, ma per tutta l'entroterra vibonese ».
Da parte sua, monsignor Renzo, si è soffermato sulle difficoltà di tipo naturale che vive l'uomo, ma altrettanto forti sono quelle di natura etico-politica: «E' fondamentale lavorare sinergicamente per dare alla comunità quel senso di famiglia che dobbiamo recuperare" ha sottolineato il vescovo "perché siamo succubi di una cultura individualistica dove ognuno pensa per se. Stiamo perdendo in pratica il senso del bene comune». Ed è proprio sul bene comune che monsignor Renzo ha impostato il suo intervento. «Dobbiamo innanzitutto recuperare la nostra identità culturale - ha sottolineato - perché a mio avviso, siamo stati violentati e succubi di un tipo di sviluppo (l'industrializzazione) che ci è stato imposto e che non era nostro. Stiamo festeggiando i 150 anni dell'unità d'Italia - ha rimarcato nelle sue conclusioni il vescovo - ma in realtà siamo stati traditi: quest'unità l'abbiamo soltanto sofferta perchè per noi non è mai avvenuta in quanto siamo stati solo sfruttati e strumentalizzati». Da qui l'appello ai politici: «Dobbiamo avere il coraggio di uscire fuori e puntare sui valori etici».
Il sindaco ha poi consegnato al vescovo una targa a ricordo della visita e un cesto di prodotti tipici, mentre mons. Renzo ha omaggiato il primo cittadino di un suo libro sulla storia della diocesi e del volume della sua ultima lettera pastorale alla comunità diocesana. Dopo aver lasciato il palazzo municipale il vescovo ha incontrato i Consigli Parrocchiali con i quali ha discusso sulle problematiche e sul cammino di fede della comunità.

Giuseppe Parrucci

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