Da Acquaro fino a Bruxelles per comunicare la scienza

Francesca Stramandinoli invitata dalla Commissione europea.

Calabria Ora del 19 Dicembre 2011

Destinazione Plymouth. L'approdo è ricco di soddisfazioni per la giovane ricercatrice acquarese Francesca Stramandinoli, che ora, nel proprio curriculum professionale, iscrive un'altra tappa importante del suo già lungo percorso scientifico che la porta, dalla piccola periferia della provincia vibonese fino a Bruxelles.

A lei, infatti, è affidato il compito di relazionare in occasione della prima edizione dell'Innovation convention 2011. Non è superfluo ricordare che l'evento, organizzato dalla Commissione europea, parte con l'intervento del presidente Josè Manuel Barroso.
L'obiettivo è quello di discutere «riguardo a possibili strategie da adottare per rendere i paesi del vecchio continente più "innovation-friendly" e competitivi». Tra i relatori Eric Schmidt, executive chairman di Google; Claudie Haigneré, astronauta e presidente di Universcience e Silvia Venturini Fendi, fashion designer. Con loro, dunque, anche la giovane ricercatrice vibonese Francesca Stramandinoli, invitata nella capitale belga per partecipare al dibattito dedicato al rapporto tra scienza e comunicazione. A lei, ed ad altri tre giovani ricercatori europei, tocca il compito di porre al centro della convention l'importante tema della comunicazione della scienza al "general public". Francesca Stramandinoli non nasconde la sua soddisfazione per aver potuto prendere parte ad un'iniziativa così importante, «che ha portato a discussioni e dibatti molto interessanti e propositivi per costruire una Europa più competitiva e innovativa». Prima uno sguardo all'indietro, per ricordare che la Stramandinoli è originaria di Acquaro. E' una giovane ricercatrice dell'Università di Plymouth (UK), dove, al momento, è impegnata in un dottorato di ricerca nel campo della robotica cognitiva. A Plymouth lavora come marie curie early stage researcher all'interno del network di ricerca interdisciplinare RobotDoC.
«Grazie a RobotDoC - racconta - ho avuto l'opportunità di entrare a fare parte di un importante team di ricerca europeo e di prendere parte a molte conferenze internazionali durante le quali ho avuto occasione di presentare i miei studi di ricerca e migliorare così le mie capacità di comunicazione». Al momento lavora allo sviluppo di un modello neuro-robotico per l'apprendimento delle parole astratte nel robot umanoide iCub. Nel suo intervento all'Innovation convention di Bruxelles evidenzia come «il linguaggio è uno strumento fondamentale per gli esseri umani per interagire con l'ambiente, ma anche per comunicare idee, pensieri, sensazioni e scienza al tempo stesso. Naturalmente per comunicare risultati e scoperte scientifiche ad un pubblico non esperto è importante riuscire a rendere accessibile ai non addetti ai lavori il linguaggio tecnico che utilizziamo nel nostro specifico campo di ricerca».
Ed entrando nel vivo del dibattito sulla comunicazione della scienza al "general public", Francesca illustra i motivi che spingono un ricercatore a comunicare con il pubblico non esperto. «Per uno scienziato è importante divulgare informazioni scientifiche e contribuire ad "educare" in merito ad argomenti di ricerca per consentire al cittadino di operare scelte consapevoli nel momento in cui venga chiamato ad esprimere il proprio giudizio. Una corretta divulgazione scientifica - aggiunge - può contribuire a favorire un atteggiamento positivo nei confronti della scienza da parte dei non esperti».
Nel proseguire il suo intervento Francesca Stramandinoli ribadisce il concetto che i «media, che rappresentano un mezzo molto potente per la divulgazione dell'informazione, giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione, perchè hanno una larga influenza sul pubblico. Di conseguenza, la collaborazione tra scienziati e giornalisti potrebbe aiutare ad avvicinare il "general public" alla scienza. Tuttavia potrebbero verificarsi condizioni tali per cui gli obiettivi di un giornalista e di uno scienziato, impegnati nella divulgazione delle informazioni scientifiche non coincidano perfettamente. Ad esempio, obiettivo di un giornalista è, generalmente, diffondere le informazioni che abbiano massima risonanza all'interno dell'opinione pubblica. Pertanto in alcuni casi potrebbe accadere che il focus effettivo di un messaggio che vogliamo trasmettere venga perso di vista per privilegiare aspetti che non era nostra intenzione enfatizzare».
Nel concludere il suo intervento al dibattito la giovane ricercatrice vibonese sottolinea la difficoltà di «rendere accessibile la scienza al "general public" sfruttando l'ampio raggio di azione dei media, senza correre il rischio di perdere veridicità ed attendibilità del messaggio che si vuole far passare ». Da Acquaro a Bruxelles, passando da Plymouth, dunque per comunicare la scienza ai non addetti alla lavoro. Il percorso scientifico di Francesca Stramandinoli, laureatasi all'Università della Calabria, testimonia, da una parte, come la ricerca scientifica può avere solide basi anche nel profondo sud e, dall'altro è il paradigma di una triste realtà che costringe i giovani, formatisi nelle università calabresi, a mettere il proprio bagaglio di esperienze al servizio di altri Paesi.


Salvatore Berlingieri

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