Acquaro e Vibo insieme per vivere il Comunitarium

 

Calabria Ora del 19 Gennaio 2012

«Due realtà, quella vibonese e quella di un comune, estratto a sorte, della provincia, s'incontrano per vivere insieme momenti significativi di amicizia, condivisione, preghiera, gioia, scambi culturali, impegnandosi ad alimentare quei principi che derivano dalle comuni radici cristiane».

Al motto di «insieme si cresce nelle verità e nella carità» è questa la sintesi dello spirito del "Comunitarium", manifestazione ideata 12 anni fa dal compianto monsignor Onofrio Brindisi, che si svolge ogni anno il 1 marzo in occasione dei festeggiamenti in onore del patrono San Leoluca.
Quest'anno il "Comunitarium" sarà vissuto dalla comunità di Acquaro che, guidata dal parroco don Saro Lamari e dal sindaco Giuseppe Barilaro, ha accolto con favore l'invito rivolto da monsignor Peppino Fiorillo, il quale, lunedì scorso, è stato in trasferta in paese, dove, con il suo vice don Antonio Purita, ha incontrato don Saro, i membri del consiglio pastorale e di quello affari economici, ed il primo cittadino, per consegnare il programma e spiegare in maniera dettagliata lo svolgimento della manifestazione.
Un programma che, per quanto riguarda specificatamente il "Comunitarium", dopo l'inaugurazione, il 27 febbraio, di una mostra fotografica della comunità di Acquaro, prenderà avvio alle 16 del 1 marzo, con l'accoglienza della comunità acquarese ad opera di quella vibonese e delle autorità civili e religiose, per poi fare ingresso insieme nel duomo di San Leoluca, dove si racconteranno le reciproche esperienze e si farà festa comunitaria. Subito dopo, l'appuntamento è nel Valentianum, per l'organizzazione del corteo - formato da clero, autorità e rappresentanti delle due Comunità, con tanto di gonfaloni - che rivarcherà la porta della cattedrale per dare avvio alla liturgia vera e propria del "Comunitarium", con lo scambio dei doni, che vedrà il sindaco Nicola D'Agostino consegnare simbolicamente a Giuseppe Barilaro le chiavi della città, il presidente Francesco De Nisi donare la "sedia" a Nicola D'Agostino, e monsignor Fiorillo la "stola" a don Saro. A questo punto, può avere inizio la messa solenne, al termine della quale ci sarà il «momento dell'impegnarsi», che prevede la firma di una vera e propria dichiarazione d'impegno da parte dei parroci e dei sindaci interessati, i quali sottoscriveranno un documento fondato su sette «principi immortali che derivano dalle comuni radici cristiane»: osservanza dei diritti umani; difesa del dono sacro della vita; vivere percorsi per lo stabilirsi della legalità e della solidarietà; rimozione di tutte le cause d'emarginazione; riduzione della disoccupazione e della povertà; produzione di cultura; divenire nuovo rinascimento etico operativo delle 2 comunità. Un ricco e particolare programma che prevede anche un concorso in due sezioni, con premiazione dei migliori lavori, per gli alunni delle classi VI e V elementare, 1, 2 e 3 media dei 2 comuni, impegnati a produrre elaborati sul tema della legalità e del ruolo della scuola nella formazione della coscienza civica dei ragazzi indirizzata alla condanna di ogni forma di prevaricazione. Il lungo pomeriggio si chiudera alle 19.30 con il «momento del gioire», durante cui è previsto il taglio della torta, offerta da una pasticceria locale, e lo scambio dei saluti finali.
Ci sono tutti gli ingredienti per una bella giornata da ricordare.

Valerio Colaci

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