Raccolta fondi deludente, a rischio il restauro del Crocifisso del '600

 

Calabria Ora del 28 Febbraio 2012

Si è conclusa la scorsa settimana la raccolta fondi presso le famiglie di Acquaro per il restauro del crocefisso ligneo del '600, gravemente danneggiato in seguito ad una caduta durante la scorsa quaresima.

Risultato più che deludente, visto che la cifra raggiunta si è attestata ad appena la metà di quella necessaria, con la spiacevole constatazione di fedeli che, secondo voci, avrebbero contribuito con pochi euro, se non addirittura centesimi. Per non parlare del fatto che alcuni avrebbero anche preso a male parole i componenti del consiglio pastorale che si sono presentati alle porte, altri avrebbero fatto finta di non sentire il campanello e ci sarebbe stato anche chi avrebbe affermato che il crocefisso è del parroco e se lo deve aggiustare lui, perché se ad un contadino gli si rompe la zappa è lo stesso contadino che deve provvedere.
Sarà stato effetto della crisi o qualche forma di recondita protesta per non meglio specificati motivi? Non è dato sapere. Fatto sta che il rischio concreto, annunciato dal parroco dopo il ringraziamento a quanti hanno contribuito, è che l'opera, affettivamente e artisticamente pregevole, rischia, senza pagamento dei restauratori, di non tornare in chiesa per la data prefissata.
Tra le iniziative messe in atto per cercare di racimolare risorse, degna di nota è quella della Pro loco che, grazie all'aiuto di tanti cittadini, ha organizzato la vendita di vari prodotti con cui si è raggiunta la cifra di 400 euro, già consegnati al parroco don Saro Lamari, il quale, pubblicamente, si è detto grato per il gesto, sebbene, malgrado il grande impegno, la cifra necessaria non si è nemmeno sfiorata. La Pro loco, inoltre, si è resa promotrice della pubblicazione sul proprio sito e su quello amatoriale del paese delle coordinate bancarie della parrocchia per permettere di contribuire anche agli emigrati, e qualcuno ha risposto. Sempre l'ente turistico ha dato la propria disponibilità ad impegnarsi in iniziative analoghe a quelle intraprese.
Quanto all'andamento generale della raccolta, inutile sottolineare la profonda delusione della giovane guida spirituale della comunità che ha dovuto costatare il mancato raggiungimento dell'obiettivo prefissato, e ciò a dispetto dell'entusiasmo inizialmente dimostrato da molti fedeli, che l'hanno incoraggiata. In questi giorni, tuttavia, don Saro Lamari è impegnato nell'organizzazione del "Comunitarium", che quest'anno interesserà i fedeli acquaresi. Dopo si deciderà sulle prossime mosse da intraprendere. Resta inteso che il crocefisso appartiene alla comunità nel suo complesso e che deve tornare al suo posto.

Valerio Colaci

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