Da Dasà fino ad Acquaro per un'inedita Via Crucis

 

Calabria Ora del 14 Marzo 2012

C'erano fedeli di tanti dei centri della zona pastorale di Soriano Calabro, e di altre zone della provincia, domenica scorsa, alla partecipata Via Crucis interparrocchiale animata dai giovani.

Organizzata dalle parrocchie di Dasà e Acquaro, con la collaborazione della consulta giovanile diocesana, di cui è componente e responsabile zonale il parroco di Dasà don Cosma Raso, e del Gioc (Gioventù operaia cattolica) dello stesso centro, la riuscitissima manifestazione è stato un particolare ed inedito momento religioso e d'incontro, che si è snodato attraverso un lungo percorso. Si è trattato non solo della prima Via Crucis, ma della prima iniziativa interparrocchiale in assoluto, partorita in un incontro svoltosi mesi addietro a Dinami.
L'appuntamento è stato fissato per le 16 innanzi al sagrato della chiesa parrocchiale di San Nicola e San Michele Arcangelo di Dasà, da dove il corteo, scortato dai carabinieri della stazione di Arena, da agenti della polizia provinciale e da volontari di Prociv, si è mosso in direzione di Acquaro, percorrendo e vivendo ognuna delle 14 stazioni disseminate lungo il percorso di oltre un chilometro, ad ognuna delle quali si è posto l'accento su innumerevoli tematiche e problematiche sociali e dei giovani, in un'effimera società dell'apparire, dove il dialogo costruttivo è una chimera e la mancanza di occupazione impedisce la piena realizzazione degli individui. Tanti i giovani, con fiaccola in mano, presenti all'appuntamento religioso, i quali si sono alternati nel portare una grande croce di legno, dandosi il cambio ad ogni stazione. Un cammino di fede di circa 2 ore, tale è stata la Via Crucis di domenica, culminata intorno alle 18 all'ultima stazione, la deposizione di Gesù nel sepolcro, posta davanti la chiesa matrice di Acquaro. All'interno della stessa, poi, il grande corteo si è radunato per la consegna alle parrocchie di una piccola croce di legno (dono dell'oratorio "Maranathà" di "Cerasara" di Arena) ed i saluti e i ringraziamenti finali per la massiccia partecipazione, da parte dei parroci don Saro Lamari per Acquaro e don Cosma Raso e don Pietro Carnovale (quest'ultimo nella veste anche di vicario diocesano zonale) per Dasà.
E, dato il successo della prima edizione, la manifestazione avrebbe tutte le carte in regola per aspirare a divenire un appuntamento annuale fisso, andando ad aggiungersi ai tradizionali rituali che ognuno dei centri interessati mantiene durante il periodo di quaresima e nella settimana santa, al fine anche di «superare - la chiosa di don Pietro - l'odio e l'egoismo che dividono».

Valerio Colaci

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