Crocifisso del '600, rientro rinviato dopo Pasqua

La statua sarà sottoposta a radiografia.

Calabria Ora del 28 Marzo 2012

Il ritorno era previsto per l'inizio della settimana santa in paese, dove era atteso dai fedeli. A quanto sembra, invece, la restituzione del crocefisso ligneo del '600, dopo il restauro seguito alla rovinosa caduta dello scorso anno, slitterà a dopo la Pasqua.

Sebbene, infatti, la maggior parte delle operazioni richieste sia stata portata a termine dai restauratori, la Sovrintendenza per i beni culturali ha richiesto che sulla statua venga eseguita una radiografia, a completamento e corredo degli interventi di recupero, come documentazione che valorizzi la professionalità del restauratore e come garanzia a chi ha commissionato il lavoro che quello eseguito è stato un procedimento accurato e consapevole, come sostenuto dall'evidenza scientifica delle immagini diagnostiche.
Opera con un grande valore artistico, oltre che fideistico, il crocefisso restaurato proviene dal convento francescano dei "Minori riformati", denominato della Santissima Trinità ed ubicato nell'attuale sito ove oggi sorge il cimitero del paese. Alla soppressione del convento, il simulacro fu portato nella chiesa matrice di Acquaro dove, successivamente, venne esposto in un trittico con le statue di San Giovanni e Maria. Da qualche tempo, nel periodo della Quaresima, veniva prelevato dalla teca per essere esposto su un muretto dietro l'altare maggiore. Ed è da qui che, nel 2011, per il cedimento del basamento, cadde riportando varie rotture che evidenziarono un pessimo stato di conservazione del legno.
Passato il tempo necessario allo studio dell'azione migliore da intraprendere ed al rilascio del parere favorevole al progetto da parte dei competenti organi di tutela del patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico, i resti della scultura vennero affidati al team della "Monastia delle Clarisse" di Vibo, che li prelevò il 7 dicembre scorso. Un intenso e certosino lavoro, quello condotto dai restauratori vibonesi, durato oltre 3 mesi, durante i quali sono state eseguite tutte le operazioni richieste, a partire dal trattamento antitarlo, realizzato iniettando il prodotto con delle siringhe attraverso apposite cannule che hanno permesso al liquido di giungere sino al cuore del legno. Successivamente, con lo stesso metodo, è stato introdotto il consolidante ("Paraloid B72"), necessario per rinforzare la materia lignea, ridotta ad un precario stato spugnoso dai parassiti. Quindi si è proceduto a riattaccare tutte le parti mancanti con apposite viti in metallo speciale, e per quelle più piccole con delle resine, ed a rendere fisse le braccia, in precedenza flessibili.
Stuccato e ridipinto fedelmente il tutto, l'opera era pronta per la pulitura finale e per il ritorno alla sua dimora. Ma l'intervento della Sovrintendenza ha obbligato alla radiografia, che è già stata prenotata all'ospedale di Tropea da dove, però, ancora non è stata comunicata la data esatta per la sua esecuzione. Per tale motivo, il rientro dell'opera slitterà di qualche giorno. Dopodiché gli acquaresi riavranno il loro Cristo rinnovato e ancora più pregevole di prima.

Valerio Colaci

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