Barilaro, il caso acqua e l'"addio" alla Sorical

 

Calabria Ora del 22 Aprile 2012

Nell'estate del 2010, quando già dai rubinetti di molte case del Vibonese iniziava a fuoriuscire liquido giallastro e maleodorante, il sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro prese la decisione di rompere con la Sorical, puntando per il rifornimento dei cittadini sulla sola acqua delle sorgenti comunali e ridando al nome Acquaro il giusto significato.

Oggi - soprattutto in virtù dei risultati dell'indagine secondo la quale quella colorazione non era dovuta di certo ad un eccesso di "Nesquik" - la scelta del primo cittadino, già di per sé valida, anche perché liberava il centro montano da numerosi altri disagi derivanti dalla semidipendenza dalla società di gestione, si dimostra ancor di più azzeccata.
Lui ne è consapevole ed affida ad una nota la sua soddisfazione. «L'inchiesta "Acqua sporca", - scrive - relativa alla gestione dell'invaso Alaco, di cui sono state rese pubbliche le conclusioni, chiama pesantemente in causa i vertici della Sorical. In attesa degli ulteriori sviluppi di questa indagine, che comunque già allo stato ingenera nei cittadini non poche preoccupazioni per il rischio sulla salute, mi preme evidenziare la previdenza dell'amministrazione da me guidata, la quale, sin dal suo insediamento, nel giugno 2010, come primo atto qualificante decise di sciogliere la convenzione con la Sorical, ritenendo del tutto insoddisfacenti, in rapporto agli onerosi costi - 30 mila euro annui -, le modalità di gestione del servizio». Una scelta «a rischio di impopolarità », poiché potenzialmente in grado di «generare una possibile ondata di proteste e accuse di irresponsabilità da parte di cittadini che, non abituati da tempo a disagi da carenza idrica, avrebbero dovuto fare i conti con una più equa e razionale distribuzione dell'acqua». Ma così, non fu e «fortunatamente, invece, il servizio autogestito di erogazione andò subito a regime grazie, anche e soprattutto, ad un più razionale utilizzo delle nostre sorgenti e ad una ottimizzazione della rete di distribuzione resa di nuovo efficiente, dopo anni di abbandono, dagli interventi dei nostri Lsu, supervisionati dallo storico fontaniere cittadino, resosi disponibile pur se da qualche anno in pensione». E, grazie a ciò, «oggi è facile affermare che 2 anni fa non solo abbiamo visto bene, ma soprattutto abbiamo agito bene. Anche se rimane il rammarico per il tanto denaro pubblico speso invano negli anni senza, stando alle indagini in corso, tutelare adeguatamente la salute dei cittadini». Quindi, Barilaro, offrendo vicinanza e solidarietà «alle popolazioni» danneggiate, esprime la propria soddisfazione per «aver saputo assolvere all'imperativo primario che dovrebbe ispirare l'azione di ogni buon amministratore: operare nell'interesse generale». Una soddisfazione che assume un significato più ampio, in considerazione del fatto che «una decisione amministrativa saggia sia stata adottata da una piccola comunità dell'entroterra cheha saputo proporsi come esempio di lungimiranza».

Valerio Colaci

Ritaglio dell'articolo     Sul sito del Comune

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