Il sogno di Manno s'infrange Salta il match del 25 agosto

Il pugile furioso con i procuratori: pensano solo ai soldi

Calabria Ora del 10 Agosto 2012

Se fosse un libro, il titolo sarebbe "Cronaca di un sogno infranto". Quello di Benoit Manno, il pugile acquarese già campione d'Italia che, il prossimo 25 agosto, avrebbe dovuto combattere nel suo paese in un incontro per il titolo del Mediterraneo. Ma più di qualcosa è stato fatto andare storto.

Ad annunciarlo, lo stesso pugile, colmo d'amarezza per quel sogno a lungo inseguito ed ancora più rapidamente sfumato. La prima puzza di "fumo" la si era avvertita già qualche giorno addietro quando, con una scusa, la società organizzatrice aveva spostato il match dal 23 al 25. Ma mercoledì mattina, dopo una chiamata di routine alla sua procuratrice Monia Cavini a Benoit è caduto addosso il cielo. In primis la comunicazione della sostituzione dell'avversario, l'ungherese David Kis, per le cui caratteristiche Manno si stava allenando da oltre un mese. In secondo luogo, la Rai, con la scusa delle Olimpiadi, non sarebbe stata presente all'evento, trasmesso, invece, da una tv locale in differita. In terzo luogo, era stato cancellato il sottoclou della sfida tra i calabresi Versaci e Laganà, con la previsione, solamente, di 5 incontri dilettantistici. Condizioni, queste, inaccettabili per Benoit che, con rammarico e di comune accordo col sindaco Giuseppe Barilaro, ha deciso di annullare l'incontro.
Un fatto gravissimo, quello che sarebbe stato commesso dai procuratori, del cui comportamento il campione d'Italia è fermamente deciso ad investire la federazione nazionale e la Lega Pro. Ma, al di là degli aspetti generali, quanto accaduto è un duro colpo per Manno, che aspirava a questo incontro da anni e che si sente profondamente ferito. «Ho perso tempo - le sue parole - soldi, preparazione e fatto una dieta inutilmente. Tutto a causa dei procuratori, che invece di tutelare i pugili li concepiscono esclusivamente come una macchina per far soldi, speculando su di essi e mandando, così, in crisi l'intera disciplina pugilistica». Insomma, un comportamento davvero sleale per il quale si dice «disgustato, al punto da pensare seriamente a tenermi i 2 titoli italiani e chiudere qui la mia carriera». Parole che suonano come macigni e che ben testimoniano il grado di scoramento di un giovane animato da sani principi, che nella boxe credeva di aver trovato la giusta dimensione per alimentarli ma che, al contrario, ha cozzato con il muso su una dura roccia che lo ha bruscamente svegliato dal suo sogno.
Rammarico è giunto anche da Barilaro che, durante una incontro con le associazioni cittadine, ha dovuto informare degli insperati ed infausti sviluppi, «sebbene da parte nostra - ha detto, suffragato, poi, anche dal comunicato diramato dal pugile - era stato messo tutto l'impegno possibile per il reperimento dei fondi, la logistica e l'espletamento di quanto di nostra competenza».
Sentimenti condivisi da tutti gli acquaresi, ai quali spiegherà meglio Manno che, nei prossimi giorni, verrà in paese per questo. Una favola, dunque, che non si conclude col "vissero tutti felici e contenti". Ma può essere riscritta, con l'augurio, rivolto di vero cuore dall'intera Calabria, che Benoit si riprenda dal colpo e ripensi alla sua idea di abbandonare.

Valerio Colaci

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