E "mastro Peppino" omaggia il Comune

Lo storico falegname dona un gonfalone in legno.

Calabria Ora del 23 Agosto 2012

È stato mastro Peppino Luzzi - l'artista del legno che dedica il "riposo" della pensione alla realizzazione di oggetti della tradizione contadina - il protagonista dell'avvio del consiglio comunale di Acquaro.

In esso, infatti - per ricambiare la disponibilità del sindaco Barilaro, in occasione della mostra dei propri lavori nel centenario (2010) dalla fondazione della sua bottega artigiana ed il dono, sempre da parte di Barilaro, di due targhe ricordo - l'anziano artigiano (classe 1931) ha donato al comune la riproduzione del gonfalone, realizzato in legno a mano.
Un artista, mastro Peppino, di cui siamo stati i primi, e per lungo tempo gli unici, a narrare le abilità, facendolo conoscere al grande pubblico ed incitandolo. Ed ora lui, grazie alle sue doti creative, gira i centri della Calabria (tra cui Monterosso Calabro, di cui martedì era presente una delegazione in segno di riconoscenza al falegname, e Cardinale) per mettere in mostra le sue opere, suscitando apprezzamento e curiosità da parte di tutti, soprattutto i giovani, che quegli oggetti, realizzati in miniatura e perfettamente funzionanti, non sanno cosa siano.
«Un motivo di compiacimento per tutta la comunità - ha sottolineato Barilaro - in rappresentanza della quale dico grazie per tutto ciò che fa». Prima di dare la parola al protagonista, Barilaro ha annunciato la presentazione di un libro, "Pana e alivi", che, patrocinato dall'amministrazione e scritto dal giornalista Nando Scarmozzino, con la collaborazione dello stesso Luzzi, punta a preservare le tradizioni e il dialetto acquaresi. Presentazione ovviamente affidata all'autore che ha parlato di «serata importante, perché penso sia la prima volta che ad Acquaro un'amministrazione patrocini la pubblicazione di un libro. Un libro che si legge velocemente e rappresenta un viaggio della memoria nel lessico dialettale acquarese, per aiutarci a preservare la cultura che da esso promana ed il passato. È anche un omaggio all'arte di mastro Peppino, che ho voluto coinvolgere perché resti traccia della sua personalità. Un libro che non avrebbe potuto vedere la luce senza la grande disponibilità dimostratami dal nostro sindaco».
Mastro Peppino, invece, ha spiegato le ragioni del suo dono «affinché rimanga a memoria del mio pensiero e del mio paziente lavoro di riproduzione in miniatura di oggetti di cui si servivano i nostri avi, e per ringraziarla del suo pensiero in occasione del centenario della mia bottega artigiana, riconoscimento che mi ha ampiamente gratificato».
Al termine, un amico dell'artista, Enzo Idà, ha dato lettura di un commovente scritto, testimonianza delle doti umane ed artistiche di Peppino Luzzi.
In chiusura, Barilaro ha preannunciato per il prossimo anno una giornata in cui far rivivere le vecchie tradizioni, e in cui, ovviamente, mastro Peppino sarà protagonista della rievocazione di un passato che, anche grazie alla sua opera, continua a mantenere salde radici in un presente di effimera globalizzazione.

Valerio Colaci

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