E Acquaro torna a svegliarsi con i rintocchi del campanile

 

Calabria Ora del 13 Ottobre 2012

Sveglia a suon di campane ieri mattina ad Acquaro, dove, dopo circa un mesetto, ritorna a svolgere il proprio compito il campanile della chiesa di Santa Maria dei Latini, i cui rintocchi giornalieri erano stati interrotti per decisione del giovane parroco don Saro Lamari, a ciò indotto in seguito alle crescenti richieste di alcuni cittadini, residenti nelle adiacenze della sacra costruzione infastiditi dai frequenti tintinnii.

Ad essere sotto accusa, in particolare, l'orologio sonoro che, installato da qualche tempo, scandisce le ore più i quarti, (cioè, ad ogni quarto la campana emette un numero di rintocchi corrispondenti all'ora, più, rispettivamente, uno, due e tre rintocchi con una tonalità più alta per segnalare il quarto, la mezz'ora ed i tre quarti), oltre, ovviamente, ai suoni di richiamo per le celebrazioni liturgiche o per altre manifestazioni della pietà popolare, a quelli che caratterizzano i momenti significativi della vita della comunità cristiana e di singoli fedeli (matrimoni, lutti, feste patronali, ecc.), al tradizionale triplice saluto a Maria del mattino, del mezzogiorno e della sera. Un "concerto" ritenuto eccessivo dai suddetti residenti che, dunque, avevano esposto le loro lamentele al parroco, comportatosi di conseguenza.
Ma se da un lato, mettendosi nei loro panni, potrebbe essere ritenuta condivisibile la protesta dei fedeli la cui abitazione ricade nelle prossimità della chiesa, dall'altro le conseguenze non sono piaciute al resto della popolazione che, consideratasi orfana di una pratica oramai entrata nel sentire collettivo - pratica che, tra l'altro, scandisce lo scorrere dell'intera giornata - ha deciso di inscenare una contro protesta per ridare al paese la voce delle campane. Così, su iniziativa di un gruppo di volontari, gli scontenti hanno deciso di ricorrere ad una raccolta firme per ristabilire lo status quo sonoro e, nel giro di pochi giorni, è stato raggiunto il numero di oltre 800 sottoscrizioni dalle quali emerge un responso inequivocabile: le campane devono suonare. E così è stato da ieri mattina, quando sono state tolte le "ragnatele" al campanile che ha ripreso a funzionare come prima, con viva soddisfazione dei più.
Resta ora da vedere se i "dissidenti", per forza di cose in inferiorità numerica, si rassegneranno alle volontà della maggioranza dei fedeli oppure continueranno a protestare. Questo lo si vedrà col passare del tempo. Per il momento, che le campane suonino pure. In prevalenza a festa, si spera.

Valerio Colaci

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