Soriano alza la testa, «Filippo sono io, sei tu, siamo tutti»

Il paese stretto intorno alla famiglia Ceravolo.

Calabria Ora del 28 Ottobre 2012

«Purtroppo ti sei macchiato dell'unica colpa che noi giovani calabresi condividiamo: vivere in un territorio dove la differenza tra uomini e bestie viaggia su un filo impercettibile». È uno stralcio di uno dei tanti dolorosi commenti impressi su Facebook in seguito alla tragica morte del 19enne sorianese Filippo Ceravolo, giovane vita spezzata senza un perché da una pioggia di piombo nella serata di giovedì scorso.

Una tragedia che ha distrutto dal dolore la famiglia e l'intero comprensorio, colpendo particolarmente le popolazioni di Soriano ed Acquaro - centro di cui è originaria la madre del giovane - strette attorno ai parenti, attonite al cospetto di tanta efferatezza. Perché non si può morire a 19 anni. Non si può morire per sbaglio, da buoni ed innocenti. Perché tale era Filippo. Emerge dalle prime indagini, che tenderebbero ad escludere che fosse il bersaglio dell'agguato. Emerge dalle parole di quanti lo conoscevano, descrivendolo come un ragazzo modello, che aiutava la famiglia nel commercio ambulante di dolciumi in giro per la Calabria. Emerge - nonostante il silenzio del Tgr, come se i tanti morti in zona non facessero più notizia - dai tanti attestati di stima e solidarietà. A partire dal consiglio comunale, che ha osservato un minuto di silenzio, e dal sindaco di Soriano Francesco Bartone, che, «interpretando il comune sentire dei suoi concittadini», poco prima della seduta di venerdì ha condannato l'assurdo gesto contro «un ragazzo buono ed educato» e rivolto un cenno di solidarietà ai familiari, invitando tutti a «lavorare per spezzare la catena di odio e violenza inumani, isolando la criminalità per evitare di ingannare le persone oneste e noi stessi». E anche la minoranza consiliare - che aveva abbandonato l'aula in segno di protesta contro la decisione, messa ai voti, di non rinviare i lavori per via di alcune scadenze - consapevole «che la solidarietà non risolve, ma certamente aiuta» si è unita «al cordoglio ed alla vicinanza del consiglio alla famiglia Ceravolo, condannata per sempre ad un dolore senza consolazione». Vladimira Pugliese, poi, ha sottolineato il fatto che «l'intera comunità è basita e stordita dall'immane sciagura» additando il delitto come «cosa inaccettabile» perché è stato ammazzato «in maniera così barbara ed atroce, senza motivo, un innocente di 19 anni, che lavorava, ed aveva mille progetti e mille sogni».
E poi le iniziative. Tante. Come quella della dell'Ags Soriano, la locale squadra di prima categoria, i cui supporter hanno preparato uno striscione con su scritto «Filippo Ceravolo per sempre uno di noi» che domenica i tifosi juventini faranno campeggiare nella partita contro il Catania allo stadio "Massimino", «nella speranza che lui possa ammirarlo dall'alto». E ancora la rete. Facebook, dove moltissimi, tra amici e conoscenti, hanno cambiato l'immagine del loro profilo con un fiocco a lutto e rivolto un pensiero di cuore a Filippo e alla famiglia. Ed è sempre da qui che un'associazione di Soriano chiede la proclamazione di una giornata di lutto cittadino, al motto di "Filippo sono io, sei tu, è tutti noi". E da Facebook, su proposta spontanea, parte l'organizzazione di un'iniziativa volta a coinvolgere istituzioni, associazioni, la chiesa, "Libera", i comuni vicini: una fiaccolata contro la violenza, una marcia silenziosa che faccia rumore e rompa il silenzio ed il muro d'indifferenza contro l'avanzare della prevaricante mentalità imperante. Perché la società non è una giungla e non si può morire a 19 anni così. Non si può morire per sbaglio.

Valerio Colaci

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